Un incontro-dibattito per dire NO alla Riforma Costituzionale

elepaoSi è svolta giovedì 26 maggio la cena-dibattito organizzata dal Movimento 5 Stelle di Velletri presso il Ristorante Paradiso, in collaborazione con i portavoce del M5S al Senato Elena Fattori e Giovanni Endrizzi, allo scopo di informare i cittadini circa i rischi che comporterà la Riforma Costituzionale promossa dal Governo Renzi, e i motivi per cui è di primaria importanza votare NO al Referendum. In uno spazio adiacente alla sala, sono stati allestiti due banchetti in cui è stato possibile firmare non solo per il No alla Riforma, ma anche per i referendum sociali, riguardanti: scuola pubblica, inceneritori, trivelle e l’acqua come bene comune che non può essere soggetto a privatizzazione.

A dare inizio al dibattito è stato il Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle di Velletri Paolo Trenta, che ha ringraziato i presenti e introdotto gli ospiti: “Approfittiamo della presenza di Elena e Giovanni, che informeranno tutti noi sul significato delle modifiche costituzionali e gli scenari che ne saranno la conseguenza”.

Prende la parola Elena Fattori, che spiega come funziona il sistema parlamentare e quali forzature hanno notato da quando sono in Parlamento, facendo riferimento soprattutto all’abuso della decretazione d’urgenza e della questione di fiducia, e all’illegittimità politica della maggioranza attuale, eletta grazie a un premio di maggioranza definito incostituzionale da una sentenza della Corte Costituzionale quindi illegittimo.

Questa è una Riforma Costituzionale fortemente voluta dal Governo – dichiara la Fattori – quindi è di per sé una prima anomalia, perché ogni volta che si è modificata la Costituzione, negli anni passati, è stata aperta una fase costituente allargata a tutte le forze politiche, perché la Costituzione interessa tutti, invece il ddl Boschi è espressione di una volontà governativa, non parlamentare; una seconda anomalia è anche l’estrema fretta con la quale questa riforma è stata presentata alla camere, che si è esplicitata sia nelle sedute notturne che limitavano inevitabilmente la discussione; terza anomalia da evidenziare è la natura panagenica della riforma, diversamente dalle precedenti modifiche, che invece erano molto dettagliate e puntuali anche per quanto riguarda le competenze specifiche delle regioni”. Prosegue il discorso spiegando che, contrariamente a quanto afferma il Governo, la Riforma non prevede né una riduzione dei costi della politica né una semplificazione dei lavori parlamentari.

endrizziInterviene Giovanni Endrizzi, che descrive il funzionamento della democrazia parlamentare: “L’architettura della nostra Costituzione prevede la separazione dei poteri: c’è il potere esecutivo, esercitato dal Governo e c’è il potere legislativo, che viene assegnato al Parlamento. Ci sono, tra questi due poteri, dei momenti di contatto e di rapporto: il Governo deve avere la fiducia del Parlamento”. Il voto di fiducia però – spiega Endrizzi – dovrebbe essere un’eccezione; di tanto in tanto il Governo può mettere la fiducia su un provvedimento che fa parte del suo programma, ma questa condizione non si può ripetere per ogni legge di iniziativa governativa, come invece succede in questa legislatura, dove il Parlamento non discute più leggi di iniziativa parlamentare”. Il Senatore prosegue il suo intervento criticando la personalizzazione della politica operata dai media: “Il Presidente del Consiglio non è un capo, è un ‘primus inter pares’ all’interno di un collegio; invece giornalisticamente è stato fatto passare il concetto del ‘premier’; anche al livello locale non si vota più il partito, ma il singolo personaggio carismatico, si vota il partito-persona, come se in Italia avessimo bisogno solo dell’uomo forte che risolve tutti i problemi; dimenticando che molto spesso questi personaggi non sono altro che ‘burattini’ calati dall’alto”. “Attraverso tutti questi passaggi – conclude –abbiamo avuto un ribaltamento nei fatti dell’assetto costituzionale, e questa riforma vuole essere una sanatoria per dare legittimità costituzionale a qualcosa che già avviene. Il premier non è più vincolato a un incarico, che gli può essere anche revocato, ma diventa il terminale di una serie di grandi poteri (finanziari, bancari, massonici…), un uomo solo al comando che, forte della sua maggioranza e dei suoi ministri che rispondono direttamente a lui, impone una strada”.

Torna a prendere la parola Elena Fattori: “In realtà non è vero che le leggi sono troppo lente. Noi abbiamo visto passare leggi-fulmine, come la Boccadutri, che dava illegittimamente finanziamenti ai partiti. Quando si tarda ad approvare una legge non è per colpa del bicameralismo perfetto, bensì della mancanza di un compromesso tra i diversi portatori di interesse, è un problema politico”.

Il nuovo senato – spiega – sarà costituito da 100 senatori nominati dai Consigli Regionali che non riceveranno indennità, ma potranno decidere quanto prendere di rimborso, quindi nei fatti non c’è una taglio ai costi della politica. Non solo, al momento il PD possiede 10 regioni su 15, dunque un Senato eletto in questo modo sarebbe monocolore, con questa riforma il Partito Democratico vuole assicurarsi la maggioranza sia al Senato che Camera; di questi senatori – aggiunge – 74 saranno consiglieri regionali, 21 sindaci, e 5 nominati direttamente dal Presidente della Repubblica. Inoltre, questi senatori, saranno liberi dal vincolo di mandato, quindi pur essendo rappresentanti della Regione che li ha eletti avranno una completa libertà di legiferare in 12 ambiti legislativi, godranno dell’insindacabilità e dell’immunità parlamentare, quindi nessuno potrà denunciarli per quello che fanno nell’esercizio del proprio mandato, e avranno anche la libertà di cambiare partito: per esempio se un Sindaco fosse eletto al Senato e nel frattempo il suo comune fosse sciolto per mafia, non si potrebbe procedere contro di lui per via dell’immunità. Quindi il Senato sarà popolato di persone asservite al partito di potere e che potranno delinquere senza conseguenze legali, perché sarà compito dello stesso Senato autorizzare o no la carcerazione preventiva”.

Interviene nuovamente Endrizzi, che evidenzia il potere ostruzionistico del nuovo Senato: “Questa riforma ha anche lo scopo di blindare la possibilità, per qualsiasi forza innovatrice, di mettere in discussione la ratifica dei Trattati Europei, in quanto questa è materia bicamerale perfetta; potrebbe esserci un rimpallo infinito tra Camera e Senato, che avranno maggioranze diverse. Dunque non sarà possibile nemmeno ‘tornare indietro’ e mettere in discussione la moneta unica piuttosto che l’appartenenza stessa all’Unione”.

Durante la serata è stato possibile rivolgere domande direttamente ai senatore tramite appositi foglietti distribuiti ai tavoli. Sono stati toccati diversi temi tra cui il famigerato T.T.I.P., pensioni, regioni, Europa, corruzione e nepotismo, scarsa indipendenza dei media…

Il momento clou è stato quando tutti i presenti sono stati invitati al centro della sala per rivolgere un sincero “NO” alla Riforma proposta dal Ministro Boschi, che è stato filmato e postato sulla bacheca facebook della Senatrice Elena Fattori.

cenanoriforme

Il Movimento 5 Stelle di Velletri ritiene doveroso rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i presenti, ai portavoce Elena Fattori e Giovanni Endrizzi intervenuti nel dibattito, e soprattutto al Ristorante Paradiso per la disponibilità e la simpatia,  l’accoglienza “egregia e impeccabile” ed il servizio eccellente hanno reso la serata perfetta.

Betty Mammucari

Facebooktwittergoogle_plus

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *