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The day after Renzi

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Potremmo definire questo giorno..the day after… Come se fossimo usciti da un bombardamento nucleare.

In effetti siamo sopravvissuti ad un disastro irreparabile, quello che avrebbe avuto la nostra costituzione se fosse riuscito l’intento del governo nel bistrattarla in tale modo.

La democrazia e l’orgoglio del popolo ha vinto, non si è fatto prendere per i fondelli da questo abbaglio. Forse perché le tante fregature prese lo hanno vaccinato e chi tenta di abbindolarlo con scenari catastrofici o contentini viene scoperto.

Non è stato semplice però, i promotori del si si sono mossi come una immensa macchina da guerra, assoldando strateghi di marketing, ambasciatori, patteggiando con associazioni di categoria e sindacati, promettendo marchette politiche e spendendo milioni di euro in una campagna esasperata impegnando tutti i media possibili.

Una grande anomalia da parte di un governo democratico, che dovrebbe prendere atto della volontà popolare e muoversi secondo la direzione da essa indicata invece di cercare di direzionarla dimostrando la sua disconoscenza della democrazia e della partecipazione, proprio per tale ragione è costretto a dimettersi.

Dall’altra parte c’è stato il popolo al quale sono state date corrette informazioni grazie ai numerosi costituzionalisti che si sono mossi e messi a disposizione di chiunque volesse supportare la causa.

Non consideriamo quei partiti politici che hanno fatto finta di essere contrari per opportunismo di cui non ricordiamo traccia di eventi pubblici o presenza per le strade, ma che avevano votato già una riforma elettorale che prevedeva queste modifiche.

In realtà questo NO è senza dubbio nella quasi totalità del merito politico, del Movimento 5 stelle che ha dimostrato le capacità di impegno e di abnegazione di migliaia di volontari presenti in ogni piazza d’Italia per informare e formare gli italiani su questo tentativo di colpo di stato.

Gli italiani si sono espressi in massa dimostrando di voler partecipare, anche paradossalmente coloro favorevoli ad essere depauperati di questo diritto.

L’assenza di quorum ha paradossalmente dimostrato di responsabilizzare i cittadini che hanno compreso l’importanza del proprio voto ed hanno deciso di non delegarla ad altri, e finalmente 32 milioni di italiani hanno sancito che il problema non è la costituzione ma la cecità politica.

Non vorrei dare un valore politico ad un referendum costituzionale ma è comunque evidente che nella nostra città il forte risultato raggiunto è indice di un renzismo veliterno in declino e di forti contrapposizioni all’interno dello stesso partito di governo.

Per noi che siamo stati in piazza la vittoria del no si assaporava da tempo, i ringraziamenti dei cittadini ed il loro incitamento con una tifoseria quasi da stadio sono stati a tratti commoventi.

Ma non possiamo ancora dire “stai sereno”, l’uomo solo al comando ed i poteri forti hanno preso il 40% del consenso e non è un dato trascurabile.

Quello che è certo è che lo slogan che i promotori del si martellavano “altrimenti nulla cambia” si è avverato davvero ma non come da loro aspettative. Adesso è la concreta, forse unica, opportunità di cambiamento. Prevediamo a breve un tentativo di modificare ulteriormente la legge elettorale allo scopo di mantenere lo status quo politico e governativo, e di tenere fuori il movimento 5 stelle. Una legge che hanno votato tutti, compresi coloro che fingevano di essere per il NO come Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega.

Il movimento 5 stelle si sta preparando a governare per ristabilire una equità sociale ed una sostenibilità economica anche nei confronti di una Europa monetaria. Dovranno essere ancora una volta i cittadini a dimostrare il loro desiderio di sovranità.

 

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