Le ragioni del NO al REFERENDUM COSTITUZIONALE

referendum-costituzionale-2016Ad ottobre 2016 saremo chiamati mediante referendum ad esprimere il nostro parare in merito alla revisione costituzionale che riduce il Senato a un’assemblea non eletta dai cittadini e sottrae poteri alle Regioni per consegnarli al governo, mentre scompariranno le Province.Ma andiamo per gradi. Con la sentenza 1/2014, la Corte costituzionale–nel dichiarare l’incostituzionalità della legge elettorale – consentì alle Camere di sopravvivere in forza del “principio di continuità dello Stato”; era chiaro l’invito al Parlamento (e al capo dello Stato) ad approvare in tempi molto brevi, e subito dopo di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni.

Tutto ciò non è avvenuto per volontà dell’allora presidente della Repubblica e del governo Renzi, nonostante la sentenza di incostituzionalità del “Porcellum” – una revisione costituzionale di ampia portata da parte di un Parlamento delegittimato politicamente e giuridicamente da una dichiarazione di incostituzionalità di una legge in virtù della quale quei parlamentari erano stati non “eletti” ma “nominati”. La riforma Renzi/Boschi stravolge radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948 – basata sui fondamentali principi della partecipazione democratica, della rappresentanza politica e dell’equilibrio tra i poteri – concentra il potere dell’esecutivo, riduce la partecipazione democratica e incide sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza, sul diritto al voto.

Per queste ragioni abbiamo deciso di organizzare una cena per il 26 maggio a Velletri aperta a tutti coloro che vogliano saperne di più su questo tema e approfondirlo insieme ai Senatori della Repubblica ELENA FATTORI E GIOVANNI ENDRIZZI e al consigliere PAOLO TRENTA.

Per maggiori dettagli clicca QUI 

 

 La Costituzione, ciò che ci siamo dati nel momento in cui eravamo sobri,  a  valere  per  i  momenti  in  cui  siamo  sbronzi.

– Gustavo Zagrebelsky –

 

Non è difficile spiegare che quello a cui saremo chiamati: è un referendum sui “Valori” della Repubblica e non sul governo.

Le ragioni del NO

 

Come cambia il Senato?

Subirà un taglio dei senatori. Da 315 a 100. Tutti con l’immunità. 95 saranno eletti dai Consigli regionali “in conformità alle indicazioni espresse dagli elettori alle elezioni politiche”. Gli altri 5 potranno essere nominati, come accade anche oggi, dal Presidente della Repubblica. Occorre votare NO perchè un senatore, ossia un ex consigliere regionale o comunale, non potrà esseincostituzionale. processato grazie all’immunità.

Garantisce la sovranità popolare?

NO, perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) già approvata espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri.

È una riforma legittima? 

NO, perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale.

Produce semplificazione?

NO, moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione

Amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini?

NO, triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare

Supera il bicameralismo?

NO, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato

È una riforma innovativa?

NO, conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari.

Diminuisce i costi della politica?

NO, i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto e se il problema sono i costi perché non dimezzare i deputati della Camera?

È una riforma chiara e comprensibile?

NO, è scritta in modo da non essere compresa

Questa è una riforma che non riduce i costi, non migliora la qualità dell’iter legislativo, ma scippa la sovranità dalle mani del popolo.

Garantisce l’equilibrio tra i poteri costituzionali?

NO, perché mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio

 

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Al coro dei NO si è aggiunta anche ANPI che proprio il 24 Maggio 2016 ha certificato la sua adesione a sostenere il NO

 

 

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Comments

  1. By Marco

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