Controlliamo il territorio

Il lavoro in “nero” cosi come le attività commerciali non regolamentate e quindi abusive sono un fenomeno molto diffuso, portando non solo un danno economico agli imprenditori regolari ma anche causando degrado. La posizione del commerciante abusivo è di gran lunga superiore nei confronti del commerciante regolare, infatti pone il primo in una posizione di privilegio(illegale) non avendo l’obbligo, e quindi evadendo, di pagare le tasse in quanto persona sconosciuta al registro fiscale e tributario.

Il controllo del territorio è l’attività che principalmente consente di evidenziare le attività abusive, ed oggi disponiamo di strumenti che ce lo consentono in maniera rapida ed economica.parcheggio abusivo viale salvo dacquisto

È stato sufficiente dare una occhiata alla vista satellitare della nostra città, per individuare un’attività non regolare di rimessaggio auto a cielo aperto, dove il proprietario ha trasformato il proprio terreno in un parcheggio a pagamento senza chiedere le dovute autorizzazioni, quando, regolamentare il tutto, sarebbe stato estremamente semplice.

Come sancito dalle seguenti normative: Il D.P.R. n. 480 del 19.12.2001 “Regolamento recante semplificazione del procedimento di autorizzazione per l’esercizio dell’attività di rimessa di veicoli e degli adempimenti richiesti agli esercenti autorimesse.” definisce che: Art.1. 1. L’esercizio dell’attività di rimessa di veicoli è subordinato a denuncia di inizio attività da presentarsi, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, al comune nel quale si svolge l’attività; Art.2. 1. Gli esercenti rimesse di veicoli hanno l’obbligo di annotare su apposita ricevuta, valida anche ai fini tributari, date di ingresso e di uscita, marca, modello, colore e targa di ciascun veicolo. Dall’annotazione dei dati sono esonerati tutti i veicoli ricoverati occasionalmente nel limite massimo di due giorni e i veicoli ricoverati con contratto di custodia; Art.3. 1. Il comune trasmette, entro cinque giorni, copia della denuncia di inizio dell’attività al prefetto. Il prefetto, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può sospendere o vietare l’esercizio dell’attività nei casi previsti dall’articolo 11, comma 2, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, per motivate esigenze di pubblica sicurezza e, in ogni caso e anche successivamente a tale termine, per sopravvenute esigenze di pubblica sicurezza.”

Il Movimento 5 Stelle nella funzione di controllo, tramite il consigliere comunale Paolo trenta, ha presentato una interrogazione alla struttura amministrativa Comunale chiedendo se, alla base della norma citata, il parcheggio fosse regolare.

La struttura dopo un sopralluogo risponde “Da accertamento eseguito … è emerso come effettivamente nell’area sia presente un’attività di autorimessa a cielo aperto su area di proprietà privata. All’atto del rilevamento è stata accertata la presenza di un centinaio di autovetture, non si è rilevata la presenza di opere di trasformazione urbanistica ed era ben visibile l’indicazione delle tariffe dei costi di parcheggio. Il gestore dell’attività, è risultato sprovvisto di titoli autorizzatori DIAP nonchè dei certificati di prevenzione rischio incendio richiesti. Gli esiti di tale sopralluogo sono stati rimessi, con nota a parte, all’ufficio tecnico urbanistica per la compatibilità del terreno con l’attività svolta, all’ufficio attività produttive per i provvedimenti di competenza e alla Compagnia G.di F. per le verifiche tributarie.”

A seguito della nostra segnalazione l’esercente ha avviato le procedure di regolarizzazione della sua attività presso l’Ente.

 

Facebooktwittergoogle_plus

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *