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Velletri città di supermercati

“Là dove c’era l’erba ora c’è una città e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà?” – cantava Adriano Celentano. Oggi, come ragazzi della via Gluck, stiamo vedendo sparire le ultime zone verdi (mai utilizzate) della città per sostituirle con il cemento.
E’ così che di fronte al parco della fonte di S.Maria dell’Orto (altro spazio verde che questa città non è stata in grado di valorizzare), stanno per sorgere le ennesime palazzine con annesso supermercato discount, esattamente di fronte al piccolo centro commerciale di Fantozzi.

Senza voler ovviamente contrastare le scelte legittime di costruttori (i soliti) che propongono un progetto conforme al PRG, riteniamo che ancora una volta la speculazione edilizia va a ledere una bellissima zona verde sulla quale incide un ultimo casale che chissà quale storia potrebbe raccontarci.

Questo se sommato al progetto del Conad sull’area ex Coprovi sarà il SESTO supermercato sulla stessa strada, in poco più di 1 km, e seppure in allegato ai progetti verranno realizzate delle opere di miglioramento della viabilità, essi saranno causa di ulteriore traffico in una zona già bloccata a causa di 4 istituti scolastici superiori, una scuola elementare, la clinica, tutti incidenti su un’unica strada dove non vi sono vie di fuga alternative o parcheggi di scambio. Questo grazie alla lungimiranza delle amministrazioni che si sono succedute, a partire da chi ha sviluppato il piano regolatore del 2006 ad oggi.
Se dovessimo tralasciare il problema del traffico emerge una realtà ancora più triste, l’imprenditoria veliterna sembra fermarsi all’edilizia ed ai supermercati, il che disegna una città dormitorio, priva di attività ricreative di svago e di negozi di qualità che valorizzino le eccellenze enogastronomiche locali.
Non ci rassegniamo a vivere in una città che sia espressione solo dei soliti grandi interessi edilizi e commerciali, non ci vediamo più interessati a trascorrere il nostro tempo dentro un auto per spostarci da un supermercato all’altro nell’arco di pochi chilometri a passo di lumaca.
Non ci rassegniamo a trascorrere il nostro tempo libero davanti ad un telefono, dentro un auto in coda o in un MC Donald, poiché il resto della città è semimorta o priva di alternative.
E’ necessario un risveglio della città, la creazione di infrastrutture fisiche e tecnologiche necessarie a rivitalizzare il tessuto socioeconomico originario di Velletri con il supporto di tutti i cittadini ed in particolare delle tante associazioni esistenti sul territorio.
L’Italia tutta è una delle nazioni che più contribuisce, con le tasse, allo sviluppo delle città europee le quali con lungimiranza e senso della collettività alzano sempre di più il livello dei servizi cittadini ed il livello medio della qualità della vita.
Tante piccole e medie cittadine europee non sono soggiogate, inaridite, omologate, dal grande commercio o dalla speculazione edilizia ma, AL CONTRARIO, sono abitate da cittadini esigenti, che rivendicano A VOCE ALTA le proprie istanze ed ottengono una gestione del loro territorio moderna, attenta alle esigenze delle famiglie, dei bambini, dei lavoratori.
Velletri ha la possibilità di scegliere se restare ancora una volta sulla vecchia strada, quella del degrado legalizzato, degli interessi finanziari dei pochi a scapito della collettività o percorrerne una nuova, quella della tutela delle identità locali, del recupero del commercio locale, del patrimonio pubblico e privato abbandonato.
La città deve riscoprire la sua identità, attraverso la trasformazione del centro storico in un museo diffuso interattivo e multimediale a disposizione dell’arte, della cultura, e dei mestieri. Urge pari modo la valorizzazione delle terre circostanti incentivando gli operatori dell’agricoltura. Una Velletri catalizzatore di idee, attrattore di investimenti, promotore di genti, potrà ricreare quel fermento economico che la caratterizzava anni fa.

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