L’urbanistica che vogliamo è partecipata

panorama velletriLa nostra città di Velletri si è dotata di un piano regolatore generale nel 1967 che ha visto la definitiva approvazione dieci anni dopo nel 1976, quando era già vecchio e datato. Fino al 2003 un nulla ha giustificato il prolificarsi dell’abusivismo che suppliva all’inadeguatezza del piano regolatore.

L’abusivismo senza controllo ha avuto ripercussioni nella frammentazione dei terreni, nella carenza di opere di urbanizzazione e sulla sicurezza dei cantieri e  oggi possiamo affermare che oltre il 50% della cubatura della città è stata costruita  in piena deregulation.

La variante al PRG del 2006 progettata da tecnici estranei al nostro territorio è stata sovradimensionata ad arte con previsioni di aumento demografico errate.

Si è presupposto una popolazione di oltre 74 mila abitanti al 2010 quando ad oggi ve ne sono circa 54 mila. Sono stati sottostimati i nuclei abusivi che da soli possono contenere un’altra Velletri per estensione.

Se aggiungiamo l’utilizzo di “strumenti complessi” di urbanistica sfruttati da entrambe le forze politiche allo scopo di superare le limitazioni del PRG (vedi delibera del 26 marzo 2003) per aggiungere cubature senza una vera e propria programmazione definitiva della città, comprendiamo il perché opere costose e complesse giacciono incomplete. La preoccupazione è che il loro destino sia l’abbandono alla pari di quanto accaduto per il nodo di scambio.

Ancora oggi si utilizza una delibera del 2003 antecedente all’approvazione del nuovo PRG per andare in deroga allo stesso sconvolgendone gli equilibri (se pur discutibili), per approvare cubature spropositate come nella zona dell’ex Coprovi regalando 29 mila metri di cubatura commerciale e 28 mila di residenziale in cambio di un parcheggio e del tombamento della ferrovia.

Ci chiediamo se e in quale misura i commercianti del centro storica condividano la possibile apertura di un centro commerciale alle porte della città e che vantaggio ne potrà trarre la cittadinanza.

Evidentemente alla politica attuale non interessa analizzare gli scenari possibili del territorio lavorando in sinergia con I cittadini che quel territorio lo vivono.

L’urbanistica che vogliamo è partecipata: è la pianificazione del luogo in cui viviamo deciso insieme ai cittadini, alle categorie che vi lavorano, alle associazioni che vi operano.  L’urbanistica che vogliamo vuole riqualificare il territorio in un progetto complessivo di una città che recuperi servizi, turismo, mobilità, attrazioni, con sostenibilità e rispetto del territorio.

Facebooktwittergoogle_plus

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *