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INCOMPATIBILITÀ DEGLI ELETTI

INCOMPATIBILITÀ DEGLI ELETTI
(intervento in consiglio comunale del portavoce Paolo Trenta)

“Questo primo punto della consiliatura è un punto antipatico, personalmente ritengo che dovrebbe essere svolto d’ufficio e soprattutto in fase di candidatura, non saremmo mai arrivati a 600 candidati.
Ma evidentemente fa parte di quella autonomia regolamentare che il TUEL, nella forma, vuole dare ai comuni.
Voglio fare una riflessione, per cercare di far comprendere, anche e soprattutto ai nuovi consiglieri, perché l’articolo 63 del testo Unico degli Enti Locali si ponga il problema della incompatibilità. O meglio, quali sono le cause di incompatibilità?
Principalmente quelle che ci pongono in conflitto di interessi, perché qui noi rappresentiamo tutti i cittadini ed operiamo, con onestà per il bene pubblico.
Quella onestà che non dovrebbe farci candidare con leggerezza e con la quale abbiamo firmato, sotto la nostra responsabilità penale, di non avere cause ostative alla carica di sindaco, consigliere comunale o assessore. (art 47 comma 3 del TUEL)
Proprio una delle cause di incompatibilità, cita il comma 6 dell’art 63 del TUEL, è l’avere un debito “liquido ed esigibile” verso il Comune che rappresentiamo.
La Corte di cassazione, ha inoltre chiarito nel 2015, che nemmeno una rateizzazione concordata estingue il debito, ma che esso deve essere saldato per non essere più considerato liquido ed esigibile.
Chi amministra una città deve essere, nei suoi confronti, di esempio e trasparente.
Chi è nuovo, si accorgerà presto che i maggiori problemi sono dovuti alle carenze di risorse economiche e di liquidità del bilancio, dovute soprattutto all’incapacità di incasso.
Questo problema si ripercuote sulla tassazione di tutti, poiché, in quanto i servizi sono a copertura, chi paga le tasse, le deve pagare anche per chi non le paga.
Capirete inoltre da voi che, se io che amministro, ed ho un debito tributario, come potrò adoperarmi per far pagare i tributi agli altri?
Non me ne vogliate, ma per tutelare i cittadini, ho richiesto alla nostra società partecipata Velletri Servizi, le posizioni accertate degli eletti, premetto non ho chiesto gli importi che non sono utili ai fini dell’incompatibilità, proprio perché non voglio che la cosa si trasformi in una gogna pubblica e non voglio sbandierare i fatti altrui.
Ho consegnato ufficialmente l’elenco alla dirigente degli Affari generali, pregando inoltre di effettuare ulteriori verifiche nonché di segnalare eventuali dichiarazioni non veritiere, le quali comporterebbero un reato penale.
Quello che salta agli occhi è un dato che in effetti coincide con le capacità di incasso dell’ente, ovvero il numero di persone che risultavano debitorie al momento della prima richiesta, prossimo al 50% di questo consiglio.
Di certo, il primo obiettivo raggiunto è stata la corsa al pagamento, il che ha portato all’ente, in meno di un mese, un incasso di quasi 70 mila euro.
Ad oggi di 12 morosi accertati tra fine Giugno ed il 10 Luglio, quali il sindaco, Bagaglini, Leoni, Cugini, Argenti, De Marchis, Quaglia, Iannuzzi, Priori, Ladaga, Solinas e Comandini ,
risultano aver saldato quasi tutti, ma che si trovano ancora in condizione di morosità i consiglieri Giuliano Cugini, Maria Paola De Marchis, Salvatore Ladaga e Sara Solinas, sui quali il consiglio chiedo che si esprima.
Ripeto nulla di personale, ma si tratta di serietà, trasparenza e responsabilità nei confronti dei cittadini che ci hanno votato perché li rappresentassimo nel migliore dei modi.”

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