Bretella Valmontone-Cisterna. I NO del Movimento 5 stelle di Velletri

“Nelle ultime settimane lo spettro della bretella CisternaValmontone è tornato ad aleggiare sulla nostra città, stavolta con un fare davvero minaccioso. Un progetto che da anni giaceva inerme è stato resuscitato dal decreto del fare con una rapidità sconcertante. Nessuno oramai ci credeva più. Un’autostrada dei pasticci per cui sono state costituite 2 società e vi sono già in ballo cause di risarcimento per quasi un miliardo di euro che ipotecano di fatto i soldi stanziati per la sua realizzazione.

Verrà presto il momento dunque, in cui molti concittadini si troveranno un’intimazione di esproprio per l’abitazione o terreno che capiterà lungo il tracciato dell’autostrada.

 

Ciononostante, molti la ritengono un’opera utile e d’altra parte, in modo superficiale, si può facilmente pensare che il suo passaggio possa davvero portare benefici alla circolazione dei mezzi pesanti che affollano le strette strade delle nostre campagne. La via provinciale Caranella raccorda Velletri sud con la via di Cori, e su questa convergono tutti i mezzi provenienti dalle direzioni Nettuno e Cisterna per andare a prendere l’autostrada a Valmontone, attraversando le campagne veliterne, passando vicinissimo alle case del centro abitato di Lariano (a pochi metri da una scuola elementare) per poi sbucare sulla via di Artena.

Per chi vive quelle zone è davvero difficile dire di no ad un’autostrada che dovrebbe defluire il traffico dei mezzi pesanti: qualche anno fa vi si andava in bici, oggi si rischia la vita. Per questo dobbiamo essere bravi a far comprendere che non vogliamo dire no a prescindere: vogliamo un altro metodo, una soluzione alternativa meno invasiva che non tagli il territorio con una lingua di asfalto che impiegherà 10 anni, se mai avrà termine, per essere completata, deturpando un territorio che dovrebbe recuperare le energie economiche proprio dalla sua bellezza. Vorremmo che chi ci governa, prima di bussarci in casa con le ruspe, ci chiedesse il nostro parere.

E dobbiamo essere bravi a far comprendere che una soluzione migliore esiste: la messa in sicurezza della Caranella per esempio, con allargamento di corsia, una pista ciclabile e rotatorie agli incroci, costerebbe molto meno ed aiuterebbe enormemente il traffico locale risolvendo il problema mezzi pesanti. 

Stessa soluzione sulla tratta di Lariano su cui andrebbe creata una variante al percorso cittadino: Artena ha già provveduto grazie al Fashion District di Valmontone ed al Rainbow Magicland. Bisogna comprendere anche che la trattaCisternaValmontone non riguarderà i pendolari, che sono il traffico maggiore verso la capitale, mentre gli investimenti andrebbero ponderati in opere che snelliscano e soprattutto evitino a costoro di trovarsi immersi nel traffico della Pontina.

Considerando poi che chi dovesse rimanere imbottigliato sul GRA per andare verso Valmontone, non percorrerebbe 70 km a pedaggio, piuttosto taglierebbe attraverso i Castelli Romani riversandosi sulle loro varianti e tangenziali, contribuendo ulteriormente al traffico locale.

Gli esperti di strade e di viabilità concordano sul fatto che Roma abbia bisogno di ulteriori anelli di raccordo per far defluire il traffico e che la Pontina debba essere messa in sicurezza ed affiancata da una metropolitana leggera per convergere il traffico pendolare verso una mobilità virtuosa.

Dobbiamo essere bravi a far capire che un’alternativa alla mobilità su gomma esiste e ci migliorerebbe la vita.
L’autostrada costerà ai cittadini molti soldi, non vedrà fine e soprattutto non apporterà alcun beneficio né al traffico né all’economia del territorio che vuole attraversare.

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