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Ti hanno abituato al brutto – Basta!

Velletri – Te la ricordi ancora?

Più antica di Roma, città storica, città di cultura, di arte teatro e musica.

Città di istruzione e musei, città della chiesa e di chiese piena, città di agricoltura.

Affacciata tra mari e monti, Velletri domina la pianura pontina con una superficie di 118 mila ettari.

Eppure, quando passeggi per la città, qualcosa stona: dov’è questa bellezza, questa cultura?

 

Ormai, sembra tutto appartenere al passato, un passato talmente remoto che non ci appartiene più.

Una città diventata vecchia e noi insieme a lei – Ci siamo abituati alle sue rughe, alle sue rovine, tanto da non vedere più la città ma solo quello che ne hanno fatto, depredandola e spingendola sempre più ai margini del progresso.

Prendiamo un argomento di cui in questi giorni parliamo tutti: la sicurezza.

Come si può pensare di “fare sicurezza”, se siamo abituati ormai al degrado umano e del territorio?

La sicurezza non si fa solo con telecamere e guardie di controllo: la sicurezza si fa restituendo le aree ai cittadini, rendendo vivi gli ambienti, tornando a essere una comunità e non esseri singoli che devono guardarsi l’uno dall’altro.

Negli anni 80-90, il sindaco di New York Giuliani stupì gli USA e il mondo riportando la legge nel degradatissimo Bronx, dove tutti avevano fallito. Come fece? Non partì dai poliziotti e dagli arresti: erano tentativi che potevano arginare ma non avevano mai risolto il problema. La politica di “tolleranza zero” ce l’aveva più con l’ambiente da risanare che non con la criminalità che lo abitava.

Iniziò quindi un’operazione massiccia fatta di piccoli gesti: ripulire i marciapiedi dalla sporcizia, mettere vasi di fiori, migliorare l’illuminazione, aiutare gli esercenti a rattoppare vetrine e facciate.

La microcriminalità rifugge la luce e la pulizia. Giuliani vinse, spendendo meno e con meno violenza. Oggi il Bronx non ha risolto i suoi problemi ma non è mai più stato quell’incubo per cui è divenuto famoso il suo nome.

Allora cominciamo anche noi a parlare di decoro urbano.

Cominciamo anche noi a rendere belli e funzionali i luoghi di aggregazione.

Cominciamo anche noi a rendere partecipi i cittadini, facendoli sentire parte attiva della comunità – Vedrai che non ci sarà bisogno di telecamere, perchè questa è casa nostra e la proteggeremo, ognuno di noi: dove c’è bellezza e vita, non ci sono emarginazione e degrado; dove non ci sono emarginazione e degrado, non c’è spazio per la delinquenza.

 Per spendere bene i nostri soldi, serve la collaborazione tra amministrazione e cittadini, serve di riscoprire il senso civico: ricominciamo a tenere alla nostra città.

 Noi non ci vogliamo abituare al brutto – Noi Velletri la vediamo sotto la maschera, bella com’è veramente e come sarà se i cittadini si riprenderanno in mano le redini del loro futuro.

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