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VELLETRI SERVIZI – PERCHE’ IL CDA SI E’ DIMESSO?

Tutti i cittadini conoscono la Velletri Servizi come un’azienda cittadina che viene posta sempre al centro delle polemiche. Di certo non amata in quanto ente di riscossione dei tributi comunali, nata in passato come postificio politico, è stata sempre il capro espiatorio di una mala gestione.

Sì, perché benché Società per Azioni, la Velletri Servizi è interamente comunale e con affidamenti in house (affidamento diretto senza gara). Tale caratteristica fa di essa un braccio dell’Ente che la gestisce, dandone gli indirizzi e controllandone l’operato attraverso l’esercizio del controllo analogo (analogo a come controlla i servizi interni).

Purtroppo da quando è nata come Azienda Speciale, e dopo la trasformazione in Spa, è sempre stata vittima di una gestione approssimativa, con susseguirsi di amministratori e direttori che evidentemente non sono mai stati in grado di fare gli interessi pubblici.

Accadde, dunque, che il bilancio del 2015, non avendo più margini di aggiustamento, si chiuse con un ammanco di 300.000 (trecentomila) euro, di molto superiori al capitale sociale e probabilmente molto inferiori al reale. Tale problema costrinse l’Ente e ripianare le perdite per evitarne la messa in liquidazione, perdite che vennero ripianate a seguito di approvazione da parte del Consiglio Comunale sulla base di un piano industriale e di una riorganizzazione, iniziata dall’agosto 2016, contestualmente al rinnovo delle cariche del CDA.

Dopo i gravi fatti avanti descritti, a tutela dei servizi forniti ai cittadini ma anche a tutela delle 74 famiglie dei dipendenti, abbiamo ritenuto necessaria la nostra presenza costante, come Movimento 5 Stelle, nel seguire l’andamento della società.

Il 7 settembre 2018, a pochi mesi dall’elezione del nuovo sindaco, il CDA presentava le sue dimissioni, e nel verbale del consiglio emergevano alcuni fatti gravi. In particolare veniva accertata “l’esistenza di 810 accertamenti notificati con poste private nell’anno 2015 e 679 nell’anno 2016, relativi a somme non riscosse per gli anni 2010 e 2011. Alla luce delle normative vigenti […] dette notifiche devono ritenersi nulle e stanno comportando l’accoglimento dei ricorsi presentati dai contribuenti. In particolare […] venivano affidate le notifiche […] alle poste private […] nonostante ed in violazione alla delibera del CDA del 17 novembre 2016 con la quale il Consiglio di amministrazione deliberava di affidare temporaneamente il servizio di postalizzazione alla ditta […] per tutti gli atti non coperti da riserva postale”.

Se quanto riportato nel suddetto verbale fosse vero, ed è indubitabile, gli uffici finanziari dell’Ente dovranno rivedere il bilancio con una perdita di circa 800.000 (ottocentomila) euro, equivalente al danno erariale che i responsabili dovranno risarcire!

Abbiamo ritenuto necessario richiedere ulteriore documentazione e dalla relazione del Collegio Sindacale della società è risultata confermata la perdita.

Ma non solo.

Emerge dalla relazione del collegio sindacale che era usanza negli anni antecedenti al 2016 (di qui una delle possibili cause delle perdite del 2015) che il Direttore Generale autorizzasse acquisti e provvedesse ai relativi pagamenti superando il limite di €5.000,00  impostogli dal CDA, senza dare le dovute comunicazioni e soprattutto senza far ratificare il Suo operato. Il Collegio sindacale riscontra altresì che :”non risultano ratifiche di acquisti né sopra né sotto soglia (dal 01/01/2015 al 13/10/2016) […] abbiamo riscontrato acquisti per importi superiori a € 5.000 che non trovano riscontro nei verbali del cda.”

Lo stesso Collegio Sindacale però trova un riscontro positivo invece dal 14/10/2016 al 30/06/2018 con l’avvento del nuovo CDA, che pone nuove procedure ed afferma che: “dall’esame dei verbali del cda abbiamo riscontrato che il cda portava all’ordine del giorno gli acquisti per l’approvazione come da regolamento”.

Riscontro che rileviamo nel bilancio semestrale del conto economico al mese di giugno 2018 che a differenza degli anni precedenti porta un utile di quasi 150 mila euro.

La domanda che ci poniamo e per la quale stiamo cercando la verità è:

Se il nuovo CDA, composto dalla Dott.ssa Lavinia Ilardi, dall’Avv. Piero Guidaldi e dal Rag. Arturo Mascetti, stava dimostrando un positivo cambio di passo negli affidamenti, nel clima lavorativo interno all’azienda, e finalmente anche nei rapporti con i cittadini non più costretti ad estenuanti file, perché si è dimesso?

Sono state dimissioni volontarie o in qualche modo indotte? E, se come indicato nella comunicazione di dimissioni, le stesse sono state formalizzate nel rispetto della libera determinazione del nuovo Sindaco, perché quest’ultimo non li ha rinominati?

La cartina al tornasole di tali quesiti sarà costituita dalla durata del nuovo amministratore unico, che sembra anch’egli prossimo alle dimissioni.

Una buona amministrazione di una società che gestisce i tributi può toccare i cittadini nel cuore e soprattutto nel portafogli, non vorremmo che questo disturbi qualcuno di troppo.

Dalla Velletri Servizi e dalla corretta riscossione dei tributi dipende la qualità dei servizi e l’economicità delle spese.

Quello che disonestamente non viene pagato dai nostri concittadini ricade sui cittadini onesti che si dovranno fare carico anche dei morosi.

Il Movimento 5 Stelle Velletri sarà attento al fine di tutelare i lavoratori ed i cittadini onesti, andando a scovare coloro che nel corso degli anni si sono scientemente sottratti al pagamento delle imposte e tasse, magari anche grazie alle conoscenze e coperture di cui potevano godere.

Non lasceremo nulla di intentato affinché chi si è reso responsabile di perdite a carico della società, e di conseguenza dei cittadini, unitamente a chi doveva controllare e non lo ha fatto, siano condannati a risarcire fino all’ultimo centesimo, così come non lasceremo che la Velletri Servizi torni ad essere un postificio necessario solo per mantenere gli equilibri politici, nominando un direttore generale dal costo di €100.000,00 circa, utile solo a garantire l’impunità a qualcuno ancora oggi moroso, ovvero un nuovo cda necessario solo a rafforzare il consenso della maggioranza in Consiglio comunale.

Abbiamo richiesto ulteriore documentazione ed in particolare di esaminare le spese degli ultimi anni.

Vi terremo aggiornati.

Movimento 5 Stelle – Velletri

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