Quando il gioco si trasforma in malattia: il Movimento 5 stelle e i cittadini veliterni contro il gioco d’azzardo

DSC_0040-OptimizedSi è svolta martedì 27 ottobre nella pizzeria “La Forbice” di Velletri, la cena di autofinanziamento del Movimento 5 Stelle a tema “No-slot”, a cui hanno partecipato i portavoce al Senato Nicola Morra, Elena Fattori e Giovanni Endrizzi, che hanno illustrato ai presenti i motivi per cui bisogna ostacolare la presenza di slot machine nei locali pubblici e nelle attività commerciali e le iniziative dei pentastellati a questo proposito, sia in ambito nazionale che locale.

Ospiti speciali i membri della famiglia Cervia, parenti di Davide Cervia, scomparso 25 anni fa in circostanze misteriose. L’ inizio dell’ evento era previsto per le 20:30 ma già intorno alle 20 la sala cominciava ad accogliere simpatizzanti, attivisti e famiglie con bambini, nel giro di un’ora tutti i tavoli erano occupati.

Il dibattito è stato aperto successivamente alla consumazione degli antipasti dal consigliere comunale Paolo Trenta, che ha spiegato come il Movimento 5 stelle a Velletri ha individuato e mappato la presenza di apparecchiature “mangia-soldi” nei locali, e di sale-slot su tutto il territorio veliterno, ma anche di bar e caffetterie anticonformiste che hanno rinunciato ad arricchirsi sulle debolezze altrui e per questo sono stati premiati con il simbolo del movimento.

Pochi esempi virtuosi, tuttavia, a fronte di un fenomeno sempre più vasto: infatti nel suo discorso Trenta ha altresì segnalato che in un centro cittadino relativamente piccolo come quello di Velletri sono presenti ben 7 sale-slot, locali pensati appositamente per trarre profitto da una dipendenza indotta.

Tale tematica è stata ripresa dall’intervento del senatore Giovanni Endrizzi , il quale ha lavorato come educatore professionale in un servizio per le tossicodipendenze, in particolare nella terapia del gioco d’azzardo patologico, e grazie alle sua esperienza sul campo ha potuto fornire maggiori dettagli sull’estensione del fenomeno della ludopatia, soprattutto giovanile. Proprio a questo proposito, ha raccontato un aneddoto che ha creato sconcerto e preoccupazione tra i presenti: nell’ambito di un’iniziativa contro il gioco patologico nelle scuole gli è capitato di trovarsi in una classe di 20 preadolescenti. Ai ragazzi, è stato chiesto se avessero mai provato a giocare un “gratta e vinci” e quasi tutti hanno confessato di tentare regolarmente la fortuna, spesso di nascosto dai propri genitori.

Il senatore ha sottolineato che questa curiosità verso il gioco viene instillata dalla pubblicità sulle reti nazionali, la quale è finanziata dallo stesso Stato che poi è tenuto stanziare fondi per curare gli affetti da ludopatia nel momento in cui il divertimento si trasforma in patologia.
“Il problema – ha spiegato – non è dunque contenere l’offerta, ma la domanda di gioco, attraverso l’abolizione completa delle pubblicità. Per questo abbiamo presentato un Disegno di legge, ma è necessaria anche un’indignazione dal basso, proveniente, prima di tutto, dai cittadini.”

Tuttavia non è soltanto la pubblicità, ma soprattutto la disperazione a spingere le persone verso il gioco d’azzardo, e su questo aspetto del fenomeno si è concentrato il senatore Nicola Morra.

Quest’ultimo ha evidenziato il fatto che più un soggetto è economicamente debole e privo degli strumenti culturali per difendersi, più facilmente cade preda di pubblicità ingannevoli che lo inducono a credere che con una vincita facile potrebbe risolvere tutti i propri problemi, e invece innescano un circolo vizioso che lo costringe a giocarsi tutto e soprattutto a perdere tutto, pregiudicando anche la sicurezza e la stabilità della propria famiglia.

Questi soggetti facilmente influenzabili e disposti a tutto per via della propria condizione di indigenza si affidano alla dea bendata perché sono sicuri di non avere altra scelta, si sentono abbandonati dallo Stato.

A questo proposito il movimento 5 stelle ripropone ancora una volta una lotta dura alla povertà attraverso il Reddito di Cittadinanza, che permetterebbe di evitare quelle situazioni limite in cui un disoccupato, un imprenditore vessato da Equitalia, o un pensionato che non arriva a fine mese ed è sommerso di debiti, è costretto ad affidare la sua sorte alla fortuna (il più delle volte peggiorando la propria situazione) , e contemporaneamente un aumento significativo della tassazione sul gioco d’azzardo nonché il divieto assoluto di pubblicità che incoraggiano allo stesso. Una posizione in netta contrapposizione con quella del Governo e del Premier Renzi, il quale ha infilato ben 22 mila nuove licenze per i concessionari di “punti d’azzardo” (slot machine, vlt e centri scommesse) nella Legge di Stabilità, prevedendo da questi entrate per lo Stato da un miliardo, certamente senza porsi il problema etico se sia corretto oppure no colmare i buchi di bilancio incoraggiando lo sfruttamento delle debolezze dei cittadini.

DSC_0012-OptimizedL’intervento della portavoce al Senato Elena Fattori si è concentrato maggiormente sulla tematica dell’ingerenza massiccia delle multinazionali nel mercato nazionale, la quale penalizza le piccole realtà imprenditoriali che si trovano ad affrontare un fisco impietoso e una burocrazia complessa e lenta. In particolare la senatrice ha ricordato la manifestazione contro il TTIP a Berlino, di cui la stampa nazionale non si è occupata affatto, al contrario dei colleghi europei. Questo silenzio non è casuale, in Italia solo chi si informa sul web ha avuto accesso ad informazioni relative al Trattato Transatlantico di liberalizzazione del commercio tra Europa e Stati Uniti, il quale, qualora venisse realmente siglato dai potenti del mondo, avrebbe conseguenze devastanti sia per le piccole e medie imprese locali (soprattutto nell’ambito dei prodotti agricoli) sia per i consumatori, che si ritroverebbero supermercati ricolmi di merci prodotte all’estero, prive dei rigidi controlli sulla qualità imposti dalle normative europee, un ostacolo importante alla valorizzazione del made in Italy.

Nel corso della cena sono stati consegnati ai commensali dei foglietti da compilare con delle questioni da sottoporre all’attenzione dei portavoce. Successivamente questi sono stati ritirati e consegnati ai pentastellati che hanno risposto a turno alle domande che spaziavano dalle iniziative culturali per gli studenti di tutte le età alla questione dello Ius soli, dalla (im)possibile candidatura di personaggi noti del movimento in deroga alle regole, all’evasione fiscale. I senatori hanno ribadito ancora una volta che i pochi e chiari principi del movimento non si possono derogare in quanto è proprio il rispetto delle regole ciò contraddistingue il Movimento 5 Stelle rispetto agli altri partiti.

Queste sono state le risposte alle altre questioni sollevate: riguardo allo Ius soli è stato spiegato che il problema non è se accogliere o no gli immigrati, perché la legge stabilisce che chi ha diritto all’asilo deve essere obbligatoriamente accolto mentre chi non ce l’ha deve essere rimpatriato, la vera domanda è come gestire l’accoglienza.

La posizione del M5S è che a coloro che a cui viene riconosciuto lo status di rifugiato deve essere garantita l’integrazione nella società, e soprattutto non deve essere permesso alle cooperative di lucrare sugli stessi. Il senatore Morra ha altresì ricordato che quando è stata conquistata l’Unità D’Italia la lingua italiana, che dovrebbe essere ciò che rende tale una nazione, era padroneggiata solamente dal 2% della popolazione del nascente stato italiano, a conferma del fatto che ciò che contraddistingue il cittadino di uno stato è relativo, dunque è opportuno permettere alle seconde generazioni di ottenere la cittadinanza.

In quanto alla valorizzazione del patrimonio culturale e alle iniziative nelle scuole è stato detto che la cultura non deve essere né sottovalutata quindi non tutelata a dovere, né sfruttata come un business o un’etichetta come sta accadendo per l’Expo, bisogna piuttosto utilizzarla come uno strumento di formazione per le nuove generazione che dovrebbero essere educate a rispettarlo e ad apprezzarne l’importanza.

Un anonimo pensionato ha provocatoriamente domandato ai senatori dove fossero andati a finire i soldi decurtati dalla sua pensione in seguito alla riforma Fornero. Gli è stato risposto che tutti gli introiti ricavati dai tagli ai servizi pubblici e ai cittadini servono per finanziare le manovre economiche dei governi: infatti nessun governo degli ultimi anni ha mai avuto l’ardire di tagliare i veri sprechi o i privilegi della casta.

Si è preferito piuttosto far pagare ai cittadini quei provvedimenti-spot che altro non sono che specchietti per le allodole, giacché i soldi che entrano dalla porta escono dalla finestra. Così è stato per gli 80 euro di Renzi, che sono stati pagati dagli agricoltori attraverso l’Imu agricola, e così il Movimento 5 Stelle prevede che sarà per l’abolizione dell’Imu promessa dal premier che probabilmente verrà finanziata con i soldi del canone Rai inserito in bolletta.

La serata si è conclusa intorno alla mezzanotte con la premiazione dei bar virtuosi che hanno rinunciato alle slot machine, a cui è stato assegnato un attestato di merito.

Uno di essi, il giovane proprietario del bar “La Fontana”, nel suo discorso ha affiancato al tema della lotta al gioco d’azzardo la sua battaglia contro l’abuso di alcolici.

Betty Mammucari

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