Non ci sono posti letto? Allora vai con le barelle in corridoio

Il problema del sovraffollamento negli ospedali laziali non si ferma più ai pronto soccorso.
Al nosocomio “P. Colombo” di Velletri si è andati oltre. I pazienti in barella vengono ora “parcheggiati” all’interno dei reparti; per la precisione  lungo il corridoio del reparto di chirurgia.
Pioniera suo malgrado  un’anziana paziente che, giovedì 23 marzo u.s., è rimasta così per ore,  in spregio ad ogni forma elementare di privacy e senza l’ausilio di presidi minimi previsti durante la degenza, come i sistemi di segnalazione e di chiamata.
Il reparto in questione consta di 24 posti letto e prevede ben 4 specialità di chirurgia. Si va  infatti dalla chirurgia generale, all’urologica, per passare all’ortopedica e finire alla vascolare. Come se ciò non bastasse, vanno aggiunti i 13 posti letto della week surgery sempre occupati, dal lunedì al venerdì.
Tutto ciò in un reparto dove gli operatori lamentano da anni attrezzature obsolete e mancanza di presidi importanti quale può essere un letto tecnico dedicato.

L’organico infermieristico, che grazie al continuo e inarrestabile blocco del turn-over, si trova in notevole  inferiorità numerica in rapporto agli standard nazionali, non può contare nemmeno sulle figure di supporto che sono pressoché inesistenti, il tutto in netto contrasto con  l’alto livello di complessità assistenziale previsto per quel tipo di reparto, che richiede  una sorveglianza continuativa ed assistenza personalizzata.

In questo bailamme, a nulla sono valse le rimostranze del personale sanitario a tutela della dignità e dell’integrità fisica della paziente, oltre alla sicurezza del lavoro e della  propria professionalità già messa a dura prova dagli estremi carichi di lavoro .
Ci chiediamo chi ha potuto permettere che ciò accadesse e perché si è lasciata cadere inascoltata la voce di chi, ogni giorno, vive in prima linea l’orrore dei tagli lineari alla sanità.
Pensiamo che sia arrivato il momento di passare ad una seria programmazione sanitaria, che vada ben oltre alla solita incapacità organizzativa e amministrativa, alle clientele e agli sprechi. Gestire la salute non può passare solo attraverso criteri economicistici e nessuno deve chiamarsi fuori dalle responsabilità nei confronti dei cittadini esasperati.

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