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Linee programmatiche del Sindaco Pocci

Le linee programmatiche consistono in un documento, previsto dall’art. 46 comma, 3 TUEL, che contiene gli indirizzi, gli obbiettivi e le più significative iniziative, nonché l’elenco delle opere pubbliche che si intende finanziare durante il corso del mandato, previste dal programma amministrativo di mandato da cui deriva, all’interno degli enti locali. Tale documento è riferibile, insieme al piano generale di sviluppo, ai documenti previsti per la programmazione di mandato, fase che assieme a quella della previsione costituisce l’aspetto della pianificazione all’interno del sistema di bilancio di un ente locale.” [fonte wikipedia]

Come tutti i nuovi sindaci anche il sindaco Pocci ha presentato le sue linee programmatiche, nell’ultimo consiglio comunale, che “disegnano” la sua città.

Le linee programmatiche di per se dovrebbero essere pubblicate in anticipo per consentire quel confronto con la cittadinanza che può portare ad emendarle e costruire una pianificazione che appartenga davvero alla città.

Invece ci sono state inviate solo 2 giorni prima del consiglio, in maniera inspiegabile, in quanto sono pressoché identiche al programma elettorale del candidato a sindaco Pocci.

Troviamo solamente una differenza nella parte sanità in quanto è stato aggiunta una voce a favore della riapertura dell’ospedale privato S.Raffaele, da sempre battaglia del consigliere Ladaga, segno dell’alleanza post elezioni.

Le linee programmatiche non possono certo essere troppo dettagliate, definiscono concetti che dovranno essere sviluppati nei documenti programmatici, convertiti poi in obiettivi e misurati periodicamente.

Da una parte la nuova amministrazione è stata furba, le linee contengono molte azioni ed attività già iniziate o programmate dalla precedente che, chiaramente, costituiranno quella base solida di progetti realizzati da pubblicizzare a fine mandato.

Quello che secondo noi queste linee non fanno, o almeno non in maniera adeguata, è dare una idea di città.

Manca una linea chiara sulla programmazione, sugli obiettivi e sul controllo.

Senza una riorganizzazione ed un efficientamento della struttura sarà difficile mantenere le promesse e la corsa alle poltrone, vista ai banchi di partenza, non ci fa presagire nulla di buono.

Molte sezioni sono al confine con gli slogan elettorali, basta leggere la voce relativa alla sicurezza per capire che è una presa per i fondelli, speriamo che non sia quella l’idea di sicurezza per Velletri.

Si parla di partecipazione ma manca del tutto la programmazione degli strumenti partecipativi, manca una programmazione urbanistica, manca la parola innovazione, quella parola “smart” che serve a proiettare una città nel futuro anzi, nel presente.

Come si fa a parlare di partecipazione avendo già messo su un elenco di opere già pronte? Alcuni esempi:

  • Stazione FS ai 5 archi: quale processo decisionale ha stabilito la priorità di questa opera che dista dal centro quanto la stazione di Cisterna, quali costi e quale utilità concreta apporterebbe? Come sono stati coinvolti i cittadini nella decisione?
  • Scala mobile di Villa Ginnetti: è indubbia la necessità di una mobilità in quel punto ma le soluzioni possono essere molteplici, valutiamole con la cittadinanza!

Possiamo stare tranquilli comunque, molte voci rimarranno tali e saranno spostate di anno in anno, come la scuola della 167 che negli ultimi 10 anni veniva spostata ad ogni pianificazione triennale.

Per noi non c’era nulla da approvare, è il programma del Sindaco e gli auguriamo buon lavoro per il bene della città.

In noi troverà sempre un alleato per le cose buone ma nessuno sconto per ciò che va a discapito dei cittadini.

 

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