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Interrogazione in senato sulle procedure del centro rifugiati

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02458


Atto n. 4-02458

Pubblicato il 9 luglio 2014, nella seduta n. 275

FATTORI , DONNO , PAGLINI , SCIBONA , VACCIANO , PUGLIA , GIARRUSSO – Al Ministro dell’interno. –

Premesso che:

il Comune di Velletri (Roma) ha aderito alla procedura concorsuale indetta dal Ministero dell’interno con decreto del 30 luglio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale, del 4 settembre 2013, n. 207, recante: “Modalità di presentazione delle domande di contributo da parte degli enti locali che prestano servizi finalizzati all’accoglienza dei richiedenti e dei titolari di protezione internazionale e umanitaria, triennio 2014-2016. Linee guida e modelli di domanda”, per la selezione delle proposte provenienti dai Comuni, aventi ad oggetto l’organizzazione e gestione di vari servizi di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, da accogliere nei rispettivi territori. Il Comune ha incaricato con delibera di giunta n. 162 del 10 ottobre 2013, e senza selezione pubblica, per la coprogettazione, organizzazione e gestione dei servizi, il consorzio di cooperative “Casa della solidarietà”, con sede in Roma via F. Antolisei 25;

in seguito alle pressioni delle forze politiche di opposizione, l’amministrazione è tornata parzialmente sui suoi passi richiedendo al Ministero una novazione soggettiva (prot. 286 A.G. del 9 maggio 2014, spedita il 13 maggio 2014 al Ministero dell’interno), considerando la deliberazione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (AVCP) n.25 dell’8 marzo 2012, pronunciatasi proprio in merito al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), la quale ritiene che per gli appalti aventi ad oggetto l’affidamento dei servizi di accoglienza per gli immigrati, qualificati nelle categorie servizi sociali, le amministrazioni aggiudicatrici siano tenute a rispettare i principi dai quali discende il vincolo di predeterminazione dei criteri selettivi, nell’ambito dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in ragione del rispetto della normativa sugli affidamenti pubblici;

il Ministero dell’interno con una comunicazione datata 4 giugno 2014, ha autorizzato l’individuazione di un diverso ente gestore in seguito ad espletamento di pubblica gara ed ha esplicitamente deliberato una proroga all’avvio del progetto;

il Comune di Velletri sostiene di aver seguito le indicazioni del Ministero per la preparazione del bando, che impone di non poter variare il prezzo, ma di rimodulare il piano dei costi, escluse alcune voci quali: il costo del personale ed il numero dei soggetti preposti e le qualifiche del medesimo personale; spese generali per l’assistenza; spese per servizi di tutela;

tali limitazioni, come fatto notare al Comune stesso da cooperative che probabilmente avrebbero voluto partecipare al bando, impediva la partecipazione ad altri che non fossero l’ente gestore che ha predisposto lo stesso bando;

a conferma di quanto detto, l’unica cooperativa partecipante, e ovviamente vincente, è stata la “Domus Caritatis”, cooperativa del consorzio “Casa della Solidarietà” che aveva disposto il progetto;

considerato che la necessità della novazione soggettiva era motivata dal fatto che non vi fosse stata in precedenza una selezione pubblica del soggetto atto alla co-progettazione e che, di conseguenza, il progetto approvato dal Ministero, non soddisfaceva i requisiti della migliore soluzione per il territorio su cui andava collocato e dell’offerta economicamente più vantaggiosa visto che si tratta di circa 2 milioni di euro di soldi pubblici,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto;

quali siano le ragioni per cui il Ministero dell’interno abbia stabilito di andare in deroga rispetto a tempistiche, modalità e procedure presenti nel bando di cui al decreto ministeriale del 30 luglio 2013, visto che la necessità della novazione soggettiva era motivata dal fatto che non vi fosse stata in precedenza una selezione pubblica del soggetto atto alla co-progettazione e che, di conseguenza, il progetto approvato dal Ministero stesso, non soddisfaceva di fatto i requisiti della migliore soluzione per il territorio su cui andava collocato e dell’offerta economicamente più vantaggiosa dato che, ricordiamo, si tratta di circa 2 milioni di euro di soldi pubblici;

quali azioni di propria competenza intenda intraprendere al fine di restituire regolarità alla vicenda.

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