IL CENTRO PER RIFUGIATI E LA TRASVERSALITA’ DELLA MALAPOLITICA

In consiglio comunaleL’intervento del Consigliere comunale dei Cinquestelle Paolo Trenta punta il dito contro le procedure seguite dall’Amministrazione e il doppiogiochismo di certa politica

Il Consigliere comunale dei Cinquestelle Paolo Trenta, durante il Consiglio straordinario di lunedì 19 maggio, nel suo intervento, ha teso a ristabilire il giusto metro di valutazione nel dibattito sulla vicenda del centro di accoglienza per rifugiati politici.
Mentre l’Amministrazione comunale ha cercato di trasformare i termini della questione in un referendum pro o contro l’asilo per immigrati, il Consigliere grillino ha teso a puntare il dito sui madornali errori procedurali del progetto, tali da lasciare intendere che per i nostri amministratori, forse, il senso dell’operazione era di tutt’altra natura rispetto al fine etico sociale che tali iniziative si prefiggono. Innanzitutto i pentastellati veliterni precisano che nella sostanza non hanno nulla in contrario all’apertura di una simile struttura nella nostra città, ritenendo, al contrario, che la stessa, qualora animata da un sano spirito umanitario e solidaristico, possa rappresentare un’occasione socioculturale significativa per la comunità veliterna tutta. Tuttavia “in questa vicenda – ha esordito nel suo intervento Paolo Trenta – la Giunta Comunale, nel dare incarico alla Casa della Solidarietà e ad approvare il suo progetto – 2 milioni di euro in tre anni – si è appropriata di una competenza che, a nostro parere, e come cita l’art 42 del TUEL, spettava al Consiglio comunale. E lo ha fatto per di più violando quei principi di trasparenza, pubblicità, imparzialità di una indizione pubblica”. “Come abbiamo valutato – si è chiesto ed ha chiesto all’assemblea nel suo intervento il Consigliere dei Cinquestelle – che quello fosse il progetto migliore visto che era l’unico? Come è stato scelto il luogo dove ubicare il centro? Considerando anche che nel progetto è segnalato un luogo diverso da quello reale, e che, nè il primo, nè il secondo hanno le carte in regola?”. Ed a proposito dell’immobile che ospiterà il centro, alla perplessità sulle procedure amministrative seguite si è aggiunta la perplessità dell’incoerenza politica dei Fratelli d’Italia di Velletri. Segno che l’opacità che regna nella gestione della cosa pubblica che i grillini combattono con forza è trasversale al colore politico e trova nell’aspetto amministrativo e in quello politico la doppia faccia di un sistema del doppiogiochismo che va eliminato. Difatti, mentre da una parte la sezione veliterna del partito di Giorgia Meloni attaccava manifesti e raccoglieva firme contro il centro per i rifugiati, dall’altra risultava proprietario al 33% dell’immobile in questione – affittato per 210mila euro in tre anni – il dirigente local-nazionale dei Fratelli d’Italia Luigi Cellucci. Quegli stessi Fratelli d’Italia che vedono ancora oggi sedere come capogruppo in Regione Lazio il veliterno Giancarlo Righini nonostante la condanna in primo grado a 4 anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici per turbativa d’asta e la conseguente sospensione dal partito. Per tornare al Consiglio comunale: “Non ci vuole molto a farsi venire dei dubbi – ha proseguito Paolo Trenta nel suo intervento – basta fare una visura sulla Casa della Solidarietà, troverete che è un consorzio di cooperative attiva dal 2004. Una cooperativa da alti numeri, nel 2012 risulta un valore di produzione di oltre 13 milioni di euro con un utile di quasi 500 mila euro (bilancio economico). Questo non significa nulla, mi direte, significa che lavora bene ! Osservando il registro regionale delle cooperative che operano con gli stranieri – ha incalzato il Consigliere Trenta – si nota che vi sono ben 4 cooperative allo stesso indirizzo: Casa della solidarietà, Domus caritatis, Tre fontane e Osa Mayor, tutte in Via F. Antolisei 25 Roma. Quello che si nota poi è che alcuni consiglieri di amministrazione della Casa della Solidarietà li troviamo come Amministratori in Domus Caritatis e Tre Fontane. Quello che accomuna tutte però, è l’indirizzo che corrisponde a quello della lega di cooperative La Cascina e Vivenda SpA, colossi della ristorazione da 150 milioni annui. Una inchiesta di repubblica di non molto tempo fa – riferisce il Cinquestelle – individua La Cascina come la potenza economica legata a Comunione e Liberazione, e le coop Casa della Solidarietà e Domus Caritatis legate ad inchieste di frodi proprio sui centri accoglienza. Capite da voi che qui la solidarietà c’entra poco – ha concluso Paolo Trenta – e che il mio timore è che questa sia una pentola a pressione che può facilmente esplodere!”.

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