Consiglio comunale su impianto industriale aerobico in Contrada Lazzaria

  • “LA NOSTRA POSIZIONE SUI RIFIUTI E’ BEN NOTA DA PRIMA CHE DIVENTASSI CONSIGLIERE”
    Affermazione doverosa del consigliere del Movimento 5 Stelle Paolo Trenta, tutt’altro che scontata nell’odierno puzzle politico veliterno.
    Era il 2004 quando l’amministrazione di centro destra di Cesaroni approvava in Consiglio comunale il progetto di un impianto TMB da 150,000 tonnellate di rifiuti, presentato ad AIA dal Dott.Baruchello. Al tempo della Polverini quale governatore della Regione Lazio, c’era un disegno ben preciso, tra cui sarebbe stato compreso anche l’inceneritore di Albano, creando di fatto un grande polo di gestione dei rifiuti nei castelli romani.
    Nel 2012, l’amministrazione Servadio, attraverso l’allora assessore delegato all’ambiente Daniele Ognibene, presenta al Consiglio comunale un progetto per un impianto a biogas, di cui non entro nei particolari in quanto abbondantemente trattato da questo consiglio. Per nostra fortuna, anche questo progetto alla fine naufraga, il consiglio esprime parere negativo in merito ed impegna l’amministrazione a ricercare soluzioni alternative.
    Gia qui emerge tutto l’opportunismo della nostrana politica, che cambia idea a seconda della direzione in cui tira il vento a ridosso della campagna elettorale e lo fa inviando messaggi fuorvianti e mendaci al solo scopo di accaparrare voti.
    Proprio poche settimane fa, il PD ha promosso una manifestazione in tutti i castelli romani volendo far passare il messaggio che i grillini vogliano le discariche in provincia. Pochi giorni fa, manifesti del centro destra e dei comitati invitavano a partecipare a questo consiglio comunale parlando di immondizia, di biogas, che non fanno parte di ciò che stiamo discutendo ma colpiscono alla pancia i cittadini.
    Quasi tutti i politici di questa città hanno “cambiato” la loro versione e guarda caso avvicinandosi la campagna elettorale. Diffidate dei paladini dell’ultimo minuto, di coloro che abbracciano anima e corpo cause del popolo guardacaso in vista delle elezioni! Lo stesso vale per i comitati, i quali dovrebbero essere super partes ed invece abbracciano spudoratamente il gattopardo di turno.
    Quello che ad un certo punto ci siamo chiesti è: ma perché si continua ad insistere a voler per forza costruire un impianto su quel terreno, dato che ogni proposta di progetto di impianto industriale naufraga a seguito di pesanti opposizioni? Rileggendo attentamente il concordato che sanciva lo stop della cosiddetta “vecchia” Volsca abbiamo appurato che questa azienda sarebbe già fallita nel 2008 ed il concordato non sarebbe stato possibile se una perizia non avesse valutato il terreno di sua proprietà ben 2.700.000 euro. Come mai un importo così esagerato per un terreno agricolo che ne valeva si e no un terzo di tale somma?
    Perché sopra quel terreno vi era il progetto di un impianto industriale! Quel che è preoccupante è che questo terreno “regge in piedi” i bilanci della “nuova” Volsca e se non vi verrà fatto un impianto, una azienda efficiente ed in attivo, che da lavoro a 130 famiglie, potrebbe andare in crisi.
    E’ fondamentale mettere in sicurezza la Volsca Ambiente e Servizi spa prima ed al di là di qualsiasi impianto.
    Ad ogni modo ribadiamo che non possiamo essere contrari in linea generale ad impianti industriali, ma lì assolutamente no!
    Si andrebbe a modificare in maniera irreversibile l’assetto territoriale di una delle poche zone agricole rimaste sul nostro territorio
    Abbiamo poi scoperto una cosa interessante, adiacente al terreno Volsca, ve ne è un altro all’incirca della stessa grandezza, ma di proprietà di tale Enerambiente, società del gruppo Cerroni: capite bene che come motivo basta ed avanza da solo per non autorizzare nessun impianto di trattamento rifiuti lì vicino.
    Soprattutto ribadiamo che soluzioni simili devono essere viste come ultima alternativa nella scala gerarchica del trattamento dei rifiuti.
    In primis un’amministrazione seria deve attuare un programma di riduzione del rifiuto, che a Velletri fino ad oggi nessuno ha mai adottato.
    Quindi si a piccole compostiere di comunità, si alla riduzione del rifiuto, no alla costruzione di impianti completamente inutili per questa città. 
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