-

Ancora problemi sulla Velletri Servizi

Sembravano scongiurati i problemi legati alla principale società partecipata del comune di Velletri, quando lo scorso anno fu dato il via al suo risanamento e rifinanziamento sulla base di un piano industriale. Ci fu inoltre l’adeguamento dello statuto alla legge sulle società partecipate (la legge Madia) che ne norma il controllo che l’Ente vi esercita.

http://velletri5stelle.it/c10-blog/c14-cittadini/paolo-trenta-sul-salvataggio-della-velletri-servizi/

In assenza di tale adeguamento la società non può essere iscritta nel registro ANAC e non può ricevere affidamenti in house (senza gara)

Nella convocazione dell’ultimo consiglio comunale, noi consiglieri, trovammo nell’ordine del giorno: modifiche allo statuto della Velletri Servizi, pensando che fossero degli aggiustamenti.

A 3 giorni dal consiglio invece, scoprimmo che il problema era ben diverso. Il precedente statuto, non fu approvato dal notaio e non fu registrato e fu presentato un ricorso al Tribunale delle Imprese. Il ricorso è stato perso e quindi lo statuto va riadeguato secondo le indicazioni della sentenza del Tribunale.

Il consiglio comunale del 13 settembre, in cui si è dibattuta la modifica dello statuto è stato lungo e complesso.

Siamo stati gli unici a presentare emendamenti che andavano nel recepimento della normativa e verso una maggiore meritocrazia.

Volevamo che un amministratore che avesse chiuso un anno in perdita fosse mandato a casa restringendo le maglie della legge, invece la maggioranza ci ha bocciato, motivandola come troppa burocrazia che rende le cose difficili, meglio lasciare tutto com’è.

Abbiamo chiesto che gli amministratori delle partecipate non potessero avere debiti con l’Ente, per evitare conflitti d’interesse, ma ci hanno bocciato anche questo. D’altra parte ce lo aspettavamo, fecero lo stesso quando chiedemmo di far rispettare la legge, facendo decadere i consiglieri che avevano debiti con il comune.

Tornando alla Velletri Servizi: oggi il CDA si è dimesso, la società è in un limbo, senza guida e senza uno statuto che la faccia lavorare. La nostra solidarietà va ai dipendenti che vivono un momento di grande dell’incertezza, e confidiamo che si risolverà presto.

Ma non finisce qui.

Leggendo il verbale con il quale il CDA si è dimesso abbiamo scoperto che in quella assemblea fu riscontrato che negli anni precedenti erano state inviate, contro la decisione dello stesso CDA, centinaia di notifiche di accertamenti tramite le poste private di fatto rendendo nulli gli atti per centinaia di migliaia di euro.

Abbiamo evidenziato il problema al sindaco chiedendo un atto di responsabilità e di verifica.

Il sindaco Pocci ha risposto che sarebbe stata sua cura intervenire nell’immediato.

Verificheremo quanto accaduto, la cosa non finisce qui.

Facebooktwittergoogle_plus

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *