Assemblea pubblica nuovo regolamento ACEA

Il 14 giugno un piccolo tentativo di democrazia partecipata terminato in un deludente caotico dibattito.

L’assessore ai beni comuni Andreozzi ha convocato una assemblea pubblica per ascoltare le proposte dei cittadini sulle mozioni da presentare al nuovo regolamento definito dallo STO (segreteria tecnica operativa).

 Forse la coincidenza con la partita della nazionale italiana, forse la tardiva comunicazione alle varie associazioni ed ai comitati cittadini, forse la poca e tardiva informazione sui dettagli tecnici dell’argomento hanno radunato una ventina di persone che hanno dimostrato di non essere in grado di fare un dialogo senza interrompersi continuamente, in assenza di un “conduttore, come avviene nella tradizione dei migliori talk show politici italiani.

 

 Entrando nei dettagli la S.T.O. Ato2, erroneamente definita garante nell’assemblea, nel sito di ato2 la sua definizione è “braccio tecnico dell’Autorità” , ha definito un nuovo regolamento di servizio che, a parere di tutti tra cui il Sindaco ed il Comitato Acqua Pubblica, è molto sbilanciato in vantaggio di ACEA.

In particolare si prevedono more e penali per gli utenti ma nulla è menzionato nei confronti del gestore, come fosse un contratto di utenza telefonica o energia tralasciando il semplice fatto che ACEA sta semplicemente “gestendo il trasporto” su tubazioni non sue di un bene di tutti.

 

E’ emersa una chiara difficoltà da parte dell’Ente nell’avere risposte e disponibilità da parte del gestore, soprattutto sull’effettivo controllo dei flussi e su una valutazione chiara degli investimenti che essa vorrà effettuare sul nostro territorio.

E’ evidente che seppure con un territorio molto vasto il 51% del Comune di Roma prevale su tutte le quote minime dei comuni soci.

Insomma sembra che a casa nostra non possiamo decidere nulla se non lo decida il Comune di Roma.

 Infine oltre le lamentele, poche le nuove proposte concrete emerse, se non l’esigenza di una maggiore assunzione di responsabilità del gestore e sull’argomento “stacchi per morosità” la necessità di condizionare gli stessi al giudizio di un organo terzo competente.

  LE CONSIDERAZIONI DEL MOVIMENTO A 5 STELLE

 Vogliamo fare alcune considerazioni sull’argomento che esulano e vanno anche fuori dall’argomento regolamento ACEA.

 FABBISOGNO IDRICO

 Da uno studio del wwf di qualche anno fa sulla situazione idrica dei castelli romani, Nel 2000 con 48000 abitanti l’ente dichiarava una immissione di 2.500.000 mc di acqua in rete con una quantità dispersa di 400.000 mc.

Dichiarazione ovviamente sottostimata in quanto il consumo giornaliero di circa 300 lt/abitante x 365 in un anno raggiunge i 5.700.000 di mc.

 Tant’è che nell’aggiornamento del P.R.G. degli acquedotti della regione lazio si stima al 2015, con un aumento demografico di 57.000 abitanti, una necessità idrica di 7.149.211 mc di acqua ed un afflusso di 470,2 l/s.

 INCREMENTO POPOLAZIONE

Nel 1° rapporto ambientale di Velletri del 2006, eseguito nel progetto agenda 21, si cita il censimento ISTAT del 2001 in cui erano censiti 13.000 edifici, di cui il 5,6% inutilizzati, se a questi aggiungiamo quelli non censiti e suddividendo per la popolazione ci rendiamo conto che abbiamo un esubero di immobili..attualmente immobili, basta vedere quante case ed appartamenti in vendita ci sono in tutto il territorio.

Considerando che il fattore di crescita è +- dell 1% nel 2015 non arriveremo nemmeno ai 57.000 previsti dal PRG degli acquedotti, non ci spieghiamo dunque questa smania di costuire nuovi palazzi e nuovi quartieri soprattutto rendendosi conto che ci sono gravi problemi di fabbisogno idrico.

Il problema idrico poi non riguarda solo il nostro territorio ma il pescaggio dai pozzi si riperquote su tutta la falda del bacino dei castelli romani modificando gli equilibri dei laghi di albano e Genzano.

Noi , in quanto comune a maggiore densità e crescita demografica, abbiamo una responsabilità maggiore e non possiamo rimanere impassibili.

 PROPOSTE

FABBISOGNO

  • L’amministrazione comunale deve assumersi la responsabilità di fare scelte sostenibili per il proprio territorio e modificare il PRG bloccando tutte le nuove concessioni edilizie a favore di ristrutturazioni ed ampliamenti del vecchio. (ovvio che non lo farà mai)

TRASPARENZA

  • Oggi, nelle mani del gestore, non siamo in grado di capire nè di monitorare quanto sia questo afflusso, la tecnologia ci consentirebbe di misurare e monitorare on line tali dati in diretta. Non è ammissibile che un Ente comunale non abbia possibilità di monitorare l’efficacia del gestore. ACEA deve mettere questi dati a disposizione dell’Ente e dei cittadini monitorabile in qualsiasi momento essi vogliano e senza alcuna necessità di richiesta

  • Deve essere facilitata la segnalazione dei guasti da parte degli utenti mediante servizio telefonico automatico o informatico e apertura ticket con possibilità di seguire l’andamento delle procedure di lavorazione da parte degli utenti.

  • Deve essere facilitata la segnalazione delle perdite stradali tramite telefono od via mezzi informatici con possibilità di visualizzare magari su mappa o comunque avere un quadro complessivo delle segnalazioni attive e da quanto tempo sono segnalate anche per avere uno storico dei tempi di risposta. In alternativa l’Ente deve fornirsi di uno strumento di segnalazione da parte dei cittadini e fare da tramite verso il gestore ma deve mantenere la tracciabilità degli interventi per poter verificare la validità degli stessi e le statistiche di guasto delle linee per direzionare gli investimenti.

  • Possibilità di lettura del contatore da parte dell’utente mediante procedura telefonica automatica o via internet.

  • Sezione del sito riservata all’utente registrato in cui può verificare lo storico dei suoi consumi e delle sue segnalazioni.

 DISTACCHI

 In quanto acqua bene indispensabile alla vita l’Ente comunale deve agire in tutti i modi per tutelare i suoi citatdini da ingiusti o inequi distacchi per morosità, o comunque individuare una forma di intercessione ponendo il veto al distacco in caso di accertate problematiche economiche dell’utente, o ingiusta causa.

Ricordiamo che il sindaco è garante della salute dei cittadini e mentre senza telefono si può vivere senza acqua si muore.

Vista anche la crisi economica in cui ci troviamo e che non prospetta futuro roseo si propone che l’amministrazione possa porre veto sul distacco, istituendo un ufficio di controllo legale/tecnico, proponendo soluzioni alternative di conciliazione ed eventualmente una riduzione del flusso minimo dell’utenza.

 Se impossibile fermare il distacco a favore di una riduzione del flusso si dovrebbe obbligare il gestore a distribuire fontane pubbliche lungo la rete a distanze raggiungibili a piedi + o meno come sono distribuiti i secchioni dei rifiuti.

 GESTIONE

 Considerati i risultati dei referendum (quindi la volonta popolare), considerate le enormi difficolta e la dimostrata volontà del gestore di agire come società di lucro su un bene comune, e considerato che il comune di Velletri è sempre stato in grado di gestire la sua rete idrica (fatto salvo le interferenze della politica), perchè non tornare alla gestione in house magari attraverso un consorsio di comuni.

 Se solo la città di Velletri produce un introito di oltre 6 milioni di euro, unita ai comuni del bacino dei Castelli Romani che hanno un interesse comune nella salvaguardia della loro integrità ambientale, tali entrate se ben gestite, potrebbero davvero essere reinvestite nel territorio invece che su quello del Comune di Roma.

 Piccola nota polemica, ovviamente tutto ciò deve essere fatto al di fuori dei partitismi e nella più totale trasparenza nei confronti dei cittadini che devono essere essi l’organo di verifica e tutela.

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