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Quale Territorio

Velletri, una colata di cemento

Palazzi in mezzo alla campagna, complessi residenziali devastanti: questo è l’assetto attuale della città di Velletri, a ridosso del Centro storico e nella prima periferia, in attesa di un ulteriore prepotente consumo di territorio.

Il progetto che riguarda l’area dell’ex Coprovi prevede la costruzione di 55.000 mc, ben oltre i 44.000 previsti dal Piano regolatore generale: e questo risultato sarebbe stato ottenuto sommando due tipi di intervento urbanistico, cioè le misure previste dal Piano Casa della Regione Lazio – che, peraltro, è stato impugnato dal Governo – e l’accordo di programma. Un’operazione a dir poco illegittima, dato che non è possibile applicare contemporaneamente due provvedimenti in deroga. Ma non è tutto: in area Carbonara si prevede la costruzione di una piccola Corviale (parliamo di aperta campagna) e un’altra lottizzazione è prevista a Paganico.

Ci si chiede con preoccupazione a chi sono destinate tutte queste case, dato l’enorme numero di case in vendita nei nuovi complessi residenziali e c’è da chiedersi pure a chi servano i locali commerciali: si assiste giornalmente alla chiusura di esercizi nel centro storico, nella centralissima via Gramsci c’è un intero marciapiede con tutte le serrande abbassate. Una espansione edilizia, insomma, prepotente e ingiustificata, che si colloca in un territorio, quello veliterno devastato dall’abusivismo.

Un recente documento dell’Ordine degli architetti invitava le amministrazioni a dirigere le risorse nel recupero dei centri abitati e nella messa in sicurezza del territorio: un appello forte da parte dei professionisti del settore che mira a fermare il consumo del territorio e a risparmiare i disastri ambientali provocati dai sempre più frequenti eventi climatici disastrosi.

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