Cassetto delle cubature

Il Piano Regolatore Generale è uno strumento che disciplina la trasformazione del territorio comunale ed ha il compito di prevederne lo sviluppo sia demografico che economico, oltre a dettare le linee guida per gli interventi che vi si possano realizzare.

205_z_prg_velletriUna buona pianificazione quindi, promuove uno sviluppo ordinato, tutela l’integrità fisica e culturale del territorio, migliora la qualità della vita degli insediamenti umani riducendone la pressione sui sistemi rurali, promuove il miglioramento della qualità ambientale, architettonica e sociale del tessuto urbano, ma soprattutto prevede il consumo di nuovo terreno solo quando non sussistano alternative.

L’importanza del Piano Regolatore è così forte da essere stata avvertita come necessità già nel lontano 1942, anno in cui è stato introdotto dalla legge urbanistica.

Anche Velletri possiede un Piano Regolatore Generale (che chiameremo PRG), ma dell’idillio sopra descritto, evidentemente, nella nostra città non vi è nemmeno l’ombra, cerchiamo di capire il perchè.

Nel dicembre 2012 in un interessante convegno intitolato “Quale Territorio”, l’architetto Fabrizio Pistolesi, all’epoca Presidente della Federazione degli Ordini degli Architetti del Lazio, assieme all’ingegnere Paolo Berdini dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, ci raccontavano come il Piano Regolatore entrato in vigore nel 2006, sovrastimasse le previsioni di popolazione.

Video del convegno

Articolo della Spinosa con documento integrale dell’Arch. Pistolesi

Nella variante al PRG si presumeva una popolazione di 74.349 abitanti totali al 2010, a fronte dei poco più di 53.00 residenti attuali. Venne calcolata una capacità residenziale all’interno dei nuclei abusivi di 12.237 abitanti e tale dato fu usato nel dimensionamento del piano. In realtà l’abusivismo era ed è ben più rilevante. Con riferimento alla base cartografica del 2001 vennero perimetrati 251 nuclei abusivi, di cui poi soltanto 123 inseriti nella Variante, e rilevati 7.319.765 metri cubi per la destinazione residenziale pari a circa 73.198 abitanti in essi insediabili.”

A qualunque cittadino veliterno ora sorgerà una domanda: come mai a fronte di un PRG così tanto sovrastimato, a Velletri regna il caos?

Perchè la nostra città appare così strozzata ed affannata?

Forse perchè Velletri da un lato ha un abusivismo molto elevato, e dall’altro è stata governata da amministrazioni che non grado di concepire una pianificazione adeguata, prefendo di volta in volta ricorrere ad artefizi come deroghe e varianti (clamoroso il caso ex-coprovi), piuttosto che pianificazioni utili alla popolazione ed alla crescita della Città?

E qui entra in gioco la mozione del Consigliere Cerini, portata nell’ultimo Consiglio comunale.

L’Ingegner Cerini ha proposto la creazione di un “cassetto dei diritti edificatori, ovvero un meccanismo che consente di spostare la cubatura da una parte all’altra della città trasformando i diritti edificatori in “crediti”.

Il consiglio comunale, ha quasi all’unanimità approvato la bella pensata, senza darsi tempo di riflettere. (contrari M5S e SpV)

Dobbiamo precisare che, un cassetto dei diritti edificatori senza precise norme di attuazione, senza un PRG che lo preveda, ma basato su un semplice regolamento è una soluzione assolutamente approssimativa che si contrappone a qualunque principio di sana pianificazione territoriale.

Velletri è una città vera con abitanti veri: non possiamo consentire uno spostamento arbitrario delle cubature da una parte all’altra come fosse una partita di Monopoli! Non possiamo certo pensare di prendere cubatura dalla zona Cinque Archi e spostarla sulla montagna: i valori commerciali della cubatura sono diversi, ma poi si provoca uno sbilanciamento della pianificazione urbanistica della città.

Se proprio vogliamo prendere in considerazione la proposta del Consigliere Cerini, questa dovrebbe essere necessariamente preceduta dalla revisione del PRG con strumenti più moderni di pianificazione strategica e partecipati dai cittadini.

Corrisponde al vero che simili proposte sono state realizzate altrove in Italia, ad esempio in Lombardia. Ma è altrettanto vero che questa regione si è prima dotata di una legge che prevedesse tale “cassetto” ed ha sostituito i PRG coi PGT (Piani di Governo del Territorio) gestiti direttamente dai comuni attraverso un percorso partecipato e molto più snelli, nei quali sono previste aree di “decollo” ed “atterraggio” dei diritti edificatori ed aree di interesse pubblico per le quali la cessione dei diritti prevede anche la cessione della proprietà a favore del comune.

Voci di corridoio suggeriscono che questo provvedimento arrivi, guarda caso, in concomitanza di 150 sentenze di abbattimento di abusivismi…può anche darsi, ma siamo molto scettici di fronte alla possibilità che esso possa impedire sentenze già emesse, e non possiamo approvare un artefizio urbanistico per sanare degli abusi.

Se vogliamo veramente andare incontro a cittadini che pagano un’edificabilità che non possono, e magari non vogliono utilizzare, il Sindaco ha la potestà di azzerare o ridurre cubature se non rientrano più nelle necessità di sviluppo della città per variate condizioni demografiche, economiche etc.

Ricordiamo che il PRG prevedeva 75mila abitanti nel 2010, siamo giunti al 2016 e questa cifra non supera i 54mila: azzeriamo quindi tutta l’edificabilità residua e lavoriamo su un PRG a crescita 0 che faborirebbe il recupero di tanta cubatura abbandonata, questo si che sarebbe un vero piano di rinascita per la città!

Le valutazioni dovrebbero concentrarsi sull’opportunità di crescita e di ricchezza che un nuovo piano urbanistico permetterebbe di offrire a tutti i cittadini, agli imprenditori, agli artigiani ed agli agricoltori. Fare un nuovo Piano Urbanistico costa troppo? E quanto costa a questo punto “non” averne uno? Tutti dovremmo considerare se è vero o meno che un’ipotesi di rilancio della città , della sua economia e del suo turismo risulti compromessa in partenza dalla clamorosa assenza di uno strumento che ne guidi ed accompagni la crescita.

Questo uso miope ed irresponsabile del territorio che persiste da decenni, sta stravolgendo l’assetto della città e la chiude ad ogni prospettiva di sviluppo. Ci auguriamo pertanto, che il “cassetto delle cubature”, così com’è stato pensato, non diventi mai realtà e questo comune si interessi a soluzioni di sviluppo sostenibili in una visione ampia del futuro e non solo del presente.

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Comments

  1. By Antonello

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