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Rifiuti o Risorse

Sono anni che aspettiamo la “raccolta differenziata” come la soluzione al problema rifiuti ma guardando i nostri cassonetti confondersi con gli stessi rifiuti viene da chiedersi allora perchè non sia ancora fatto nulla per iniziarl.a

Le amministrazioni la rimandano in continuazione giustificando la carenza economica e strutturale, il dissesto, le leggi sulle privatizzazioni..che viene da chiedersi se differenziare invece di farci risparmiare costi di più?.

 

 Prima che un qualunque prodotto arrivi nelle nostre mani esso attraversa alcune fasi:

Estrazione e lavorazione delle materie prime, Produzione, Commercializzazione, Utilizzo, Dismissione.

La prima fase normalmente è quella che utilizza un grande dispendio di energia, l’ultima fase è la sua dismissione in discarica o distruzione tramite incenerimento.

 Trascurando il fattore ambientale dell’inquinamento degli inceneritori o delle discariche, comprenderebbe anche un bambino che tale modalità di utilizzo non può proseguire all’infinito in quanto svuota la terra di risorse ed impiega molta energia.

 Trasformando la materia prima in rifiuti non più utilizzabili avremo sempre meno materia prima e sempre più rifiuti!! 

 L’unica soluzione è nel recupero ed nel riciclo, solo in tal modo è possibile ridurre la prima fase (estrazione) recuperando le materie prime da quelle già utilizzate traendone globalmente vantaggio per tutta la società. (Lo hanno capito i cinesi che acquistano a basso costo i nostri rifiuti per rivenderci sotto forma di prodotti..). E’ fondamentale quindi, evitare di gettare i rifiuti in discarica o incenerirli per non impoverirci ulteriormente.

 Vi sentirete dire “Ma differenziare costa! Non possiamo permettercelo”…

In parte è vero, costa un pò di più per aziende addette, avviare una raccolta differenziata in quanto necessita di maggiore personale e mezzi idonei, ma se ben programmata, nel tempo paga, il comune risparmia, l’azienda guadagna, si crea maggiore occupazione e la città è più pulita

 Viene da sè che si differenzia in stretta collaborazione e cooperazione con i cittadini, i quali devono considerare la pulizia della propria città un bene comune per il quale è necessario impegnarsi a tutti i costi. Tutti dobbiamo entrare nella filosofia di “RIFIUTI ZERO” per vivere in un ambiente più pulito e civile.

 Le amministrazioni dal loro canto devono smettere di rimpallarsi i problemi e sentirsi innanzitutto parte della cittadinanza che amministrano.

 Anche senza grandi investimenti si può fare molto: cosa fondamentale è abbandonare il concetto di rifiuto e iniziare a definirlo una risorsa, che possiamo scegliere di sprecare gettandola in un cassonetto oppure utilizzare a nostro favore.

 E’ inammissibile ed irresponsabile che un comune di 50 mila abitanti sia fermo per decenni aspettando che qualcun’altro inizi! La città di S. Francisco in 10 anni ha raggiunto il 90% di differenziata guadagnando dai propri rifiuti, non incenerisce nulla ed entro il 2020 raggiungerà l’obiettivo di produrre ZERO rifiuti!.

 Come si fa? È molto semplice si deve entrare nella filosofia di produrre meno rifiuti possibili e l’amministrazione deve applicare quanto in suo potere. Per farlo non è necessario spendere milioni di euro, basterebbe qualche ordinanza. Facciamo qualche esempio:

 Avete pensato a quante bottiglie di plastica utilizza una famiglia mediamente? Nella nostra città considerando il problema dell’arsenico è affermabile che ciascun abitante utilizzi una bottiglia al giorno, per difetto contiamone quindi circa 15 milioni all’anno!!! Una amministrazione attenta avrebbe vietato da tempo la vendita massiva di bottiglie di plastica se non favorendo il recupero dell’usato attraverso forme di raccolta obbligatorie presso le rivendite e favorito altre forme come il vetro con vuoto a rendere, o la vendita alla spina.

 Senza considerare che una lotta attenta in favore della qualità dell’acqua pubblica eviterebbe di dover acquistare tante bottiglie!

 Nei paesi del nord europa (grandi consumatori di birra), anche i piccoli supermercati hanno all’ingresso dei raccoglitori automatici di plastica e lattine, dove infili le bottiglie e ti rilasciano uno scontrino che puoi spendere nello stesso supermercato, e ritirano il vetro delle birre che rendono ai loro fornitori.

 Poche piccole regole a costo zero per l’amministrazione, farebbero risparmiare ai cittadini della nostra città circa 2 milioni di euro l’anno di acqua in bottiglia!!

 Lo stesso vale per i detersivi e tutto ciò che c’è di liquido e lo stesso metodo si può applicare anche per le lattine di alluminio per le bibite e per il cibo in scatola o cibo per cani.

 Ciò che produce cattivo odore nei rifiuti è il materiale organico degli avanzi dei cibi, ma da tale materia si crea terriccio fertile utilizzabile nel giardinaggio ed in agricoltura. L’utilizzo di compostiere condominiali per chi vive in città e domestiche per chi è in campagna restituisce dignità ai rifiuti e regala ottima terra da vaso per far fiorire la città. Proviamo anche ad istallarne di fisse nei giardini comunali in attesa che venga realizzata la grande stazione di compostaggio che risolverà i nostri problemi.. (Sempre a S.Francisco il compost prodotto dai rifiuti organici della città viene venduto alle aziende agricole che lo considerano il migliore concime biologico)

 Vi sono altri rimedi che una amministrazione può proporre per ridurre rifiuti e costi, ad esempio vietare la vendita e l’utilizzo di materiale non recuperabile quali vaschette di polistirolo per gli alimenti, posate e piatti di plastica ecc.. in favore di prodotti identici ma in materiale non inquinante. (Qualcuno sa che esistono in commercio posate e bicchieri del tutto identici a quelli in plastica ma in materiale prodotto dal mais? Se venissero prodotti e commercializzati in scala più vasta costerebbero certamente quanto quelli inquinanti)

 Certo queste norme dovrebbe farle lo stato.. ma un comune può decidere di tutelarsi a prescindere dalle norme nazionali, per il proprio bene e dei suoi cittadini.

 Non è affatto difficile differenziare lo facevano i nostri nonni benissimo, per essi era normale e per risparmiare e per tutelare quella terra che gli dava sostentamento e con la quale vivevano in armonia ed alla quale davano il valore più grande..

Valore che abbiamo dimenticato, resi ciechi dalla frenesia di questa civiltà in cui sembriamo degli indemoniati, che costruiscono palazzi che non occuperà nessuno e lo facciamo distruggendo montagne e terreni da cui preleviamo le materie prime.. ci riempiamo il frigo di prodotti che butteremo e per quelli che mangeremo spenderemo soldi per smaltirli in palestra o in diete.. spero che quei nonni non ci vedano distruggere ciò che essi hanno difeso a volte anche con il sangue…

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