LO SCARICABARILE DELLA GESTIONE RIFIUTI ROMANA

In questi giorni si sta favorendo una confusione mediatica per cui si vuole far credere che la Sindaca di Roma voglia portare i rifiuti fuori città, ella, allo stesso tempo accusa la Regione lazio di essere immobile nelle autorizzazioni agli impianti.
Zingaretti ed i Sindaci ribattono contrastando quello che, secondo loro, sarebbe il piano che il Comune di Roma ha individuato per costruire impianti in provincia.

Cerchiamo di fare un pò di ordine per districarci in questo caos.

Dunque, Il D.Lgs. 152/06, detto “Codice Ambientale“, prevede specifiche attribuzioni di competenze in capo a Stato, Regioni, Province e Comuni.

La Regione ha competenza, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dallo Stato, per la redazione dei Piani regionali di gestione dei rifiuti nei quali vengono definiti i criteri per l’individuazione, da parte delle Province, delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, nonché i criteri per l’individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento.

In conformità all’art. 199 del D.Lgs. 152/06, i Piani regionali di gestione dei rifiuti prevedono misure tese alla riduzione delle quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti ed al perseguimento di tre obiettivi specifici, da conseguire entro il termine fissato (anno 2017):

Ob1) Obiettivi di riduzione alla fonte della produzione di rifiuti;

Ob2) Obiettivi di RD (%) in linea con quelli previsti dal legislatore nazionale;

Ob3) Istituzione di un sistema integrato di impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti che sia efficiente, dotato delle migliori tecnologie disponibili, teso a garantire ’autosufficienza impiantistica

Il Movimento 5 Stelle seppure presidenzia il consiglio dell’Area Metropolitana, grazie alla genialata della legge elettorale “Del Rio”, non ne ha la maggioranza politica e quindi non lo governa.

Nel marzo 2016 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha effettuato una ricognizione dell’offerta e del fabbisogno, di impianti di trattamento della frazione organica di rifiuti urbani, regione per regione.

Questa ricerca ha stimato un fabbisogno per il Lazio di circa 800.000 ton/annue, ed un apotenzialità attuale di circa 380.000. Indica quindi, un fabbisogno di impianti di compostaggio per 3-400 mila tonnellate annue.

Qualche settimana fa l’Area Metropolitana di Roma Capitale (ovvero ciò che si sostituisce alla Provincia di Roma), come di sua competenza, ha inviato una comunicazione ai Sindaci dell’Area, contenente una Pianta Regionale raffigurante le aree vincolate, allo scopo di fornire una mappa delle aree idonee e non idonee per il posizionamento degli impianti di trattamento rifiuti, dando 60 giorni ai Comuni per presentare le osservazioni.

In sostanza, spetta a Regione e Provincia stabilire criteri e luoghi dove collocare eventuali impianti necessari.

La ricerca di impianti è iniziata molto tempo fa e lo confermano i numerosi progetti presentati sul territorio contro i quali, da anni, si stanno battendo decine di comitati di cittadini.

La Provincia, ovvero l’Area Metropolitana di Roma, ha chiesto ai comuni di presentare le osservazioni al piano provinciale

Chiediamo quindi al Sindaco e all’assessore all’ambiente del comune di Velletri

avete presentato le osservazioni?

 

In questa sovrapposizione cartografica del territorio di Velletri, a confronto con le reti idriche, le aree in rosso mostrano i siti appetibili per gli impianti di smaltimento rifiuti:  la ex cava e la ex discarica di Lazzaria nella parte bassa, la cava di peperino di via appia, nella parte alta delle figure.

Tutte le zone sono vicinissime a vincoli idrogeologici, fossi e falde acquifere.

Link al Piano rifiuti di Roma Capitale

Link al Piano dei Rifiuti Regionale vigente

Comunicazione dell’Area Metropolitana ai Sindaci

Planimetria dei vincoli allegata alla comunicazione

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