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Intervento del cons. Trenta in consiglio comunale sul biogas

Grazie presidente, signori consiglieri..

Immagino che sappiate già che la mia posizione in rappresentanza del movimento 5 stelle di questa città, sia leggermente discostante da quella di molti qui dentro, per cui eviterò di ripetere dettagli ben rappresentati da quanti mi hanno preceduto. Quando abbiamo appreso la notizia della ecoparco, eravamo intenti con i comitati cittadini ad organizzare l’opposizione da fare alla centrale a biogas della Volsca (perché così si chiama e non impianto di compostaggio)e come un fulmine a ciel sereno ci piomba addosso questo mostro ambientale ad incidere sullo stesso territorio.

E la cosa incredibile è che come da qualche anno accade in politica.. tutto a nostra insaputa.
Possibile un progetto del genere all’insaputa dell’amministrazione? Ci avete detto di si e noi siamo tenuti a crederlo

Ma è Possibile? un progetto del genere sul terreno di uno dei più noti imprenditori veliterni, nota conoscenza del sindaco e parente di un consigliere regionale, ben noto a questo consiglio comunale… anche qui a sua insaputa?

E’ Possibile ? che un perito minerario si metta d’accordo con un socio (che guardacaso proprietario di cave) e presenti un progetto del genere senza nessuna complicità politica? O sono folli temerari o hanno coperture molto in alto!!

A raccontarlo è difficile a credersi.. e soprattutto è difficilmente credibile.

Certo è che tutte le forze politiche si sono messe in moto per dire no compatto e forte a questo impianto, e sparare su questo impianto sembra fin troppo facile.

Però questa amministrazione ed il PD veliterno ha fatto di più, ed è comprensibile, avete approfittato del no per dire NO alla discarica, SI al nostro impianto di compostaggio, SI alla differenziata.

D’altra parte proprio lei presidente in commissione ha fatto mettere a verbale la sua dichiarazione forte sulla quale ho riflettuto molto.. lei dice.. “direi che il nostro NO al polo dei rifiuti sia netto anche in virtu del fatto che c’è un iter sulla realizzazione di un impianto che tratta un prodotto di qualità che è la frazione organica della raccolta differenziata.”
ed aggiunge poi “chi pensa che si possa fare una raccolta senza impianti non conosce proprio il sistema dei rifiuti è fuori dal mondo probabilmente non è mai uscito da casa oppure non conosce il sistema.
Aggiungo , dice, che è fondamentale, avere una certificazione di qualità di quel territorio proprio per scongiurare in quegli impianti una discarica, che proprio in quella zona evoca dei ricordi drammatici.

Come dire.. si al nostro impianto perchè non esiste raccolta differenziata senza impianti di qualità

Quindi da una parte tutte le menate sulle politiche di riduzione dei rifiuti sono si fondamentali perchè c’è una politica alta di produzione dei rifiuti, sarà un intervento importante anche quello di riduzione dei rifiuti, ma fondamentale anche puntare su dell’impiantistica di qualità”

Chiedo venia al consiglio se sto scivolando di tema, il nostro no netto al polo impiantistico è chiaro ma vorrei ampliare l’argomento.

Per la nostra visione di gestione dei rifiuti quei due impianti sono sullo stesso piano, essi incidono entrambi sullo stesso territorio a vocazione agricola e di qualità, in una porzione del PTPR definita come “Paesaggio agrario di rilevante valore” e la disciplina regionale prevede che non siano consentite nuove realizzazioni per servizi pubblici generali, che non siano compatibili nuove realizzazioni per strutture produttive industriali che non siano compatibili nuove realizzazioni per discariche.”

Io non sono un tecnico competente del settore, ma vedete signori consiglieri, quelli che non vogliono gli impianti perché non sono mai usciti da casa di solito sono professori, professionisti, tecnici, chimici che con la loro modesta conoscenza evidenziano perplessità importantissime sullq aualità di questi impianti.. per esempio si afferma che il compost derivante da processo anaerobico ha molte possibilità di contenere spore di batteri pericolosi che possono indurre il botulino o il tetano, questo perché la digestione della biomassa in assenza di aria impone temperature medio alte che effettuano una selezione batterica a favore dei gruppi termofili.

Questi sono cittadini che mettono a disposizione le loro conoscenze ed i loro studi di una vita in modo del tutto gratuito, spinti dall’unico motivo dell’amore che hanno per il proprio territorio, ed a queste persone va dato il nostro massimo rispetto e considerazione.

L’amministrazione sta puntando il cannone sulla discarica e fa bene, a tal proposito approfitto per chiedere all’assessore lumi sullo stato di conservazione della discarica comunale chiusa da tempo, in quanto sembra in stato di abbandono e si notano liquidi fuoriuscire dal terreno.

Dicevo l’amministrazione punta il cannone sulla discarica perché non può puntarlo sull’impianto anaerobico presente anche nel polo impiantistico.

State basando le osservazioni sulla procedura utilizzata dalla ecoparco, perché non potete controbattere dal punto di vista territoriale in quanto l’impianto volsca nei confronti del territorio impatta nella stessa identica maniera.

Che sia impattante lo dimostra il fatto che quell’impianto sia andato a VIA con una determina della regione lazio che fa notare che i capannoni non risultano coerenti con il contesto territoriale di insediamento agricolo, che vi saranno punti di emissione in atmosfera in un contesto libero da inquinanti (andiamo ad inquinare dove non lo è) e che non vengono mostrate le ripercussioni sul’ambiente perché non è dettagliato l’allaccio elettrico.

Insomma vi hanno detto che quell’impianto in quella zona non c’entra nulla, e vi sono na serie di altre implicazioni collaterali.

Ai cittadini dovete dire, che in questi impianti che servono più paesi, (30 mila tonnellate è almeno 4 volte il fabbisogno veliterno) qualcuno i rifiuti ce li dovrà portare e non ce li portano in bicicletta ma con camion che producono emissioni di gas, traffico, rumore e polvere.

Tutto questo con l’ambiente c’entra poco ma è uno dei nuovi business creati dallo stato di emergenza per sfruttare gli incentivi sull’energia rinnovabile.
Ecco questa è un’altra cosa che dovete dire ai cittadini che prima pagano la TARI per la raccolta dei rifiuti e poi ne pagano lo smaltimento attraverso i certificati verdi nelle bollette dell’energia elettrica.
Questi sono impianti costosi che necessitano di privati per la loro realizzazione, privati che hanno solo e giustamente l’utile economico come scopo e grazie ai quali, perderemo il controllo analogo sulla società partecipata.

Ma una cosa vera in commissione il presidente l’ha detta, abbiamo bisogno di impianti di gestione.. ma quelle sulla riduzione del rifiuto non sono “menate”.
Conoscete la strategia rifiuti zero? Conoscete Paul Connet? Vi invito a leggere qualche libro del prof. Connect, un professore di chimica e tossicologia americano, il quale 26 anni fa ha cominciato a pensare un differente modo di vedere la gestione dei rifiuti.
Dice una cosa semplice.. non possiamo più sostenere una società usa e getta in un pianeta finito.
Il nostro obiettivo nel XXI secolo non è trovare sempre più sofisticati modi di distruggere risorse, ma smettere di produrre prodotti ed imballaggi che devono essere distrutti.

La strategia Rifiuti Zero aggiunge alle 3 R (Riduci, Riusa,Ricicla) la 4 R che è Ri-progetta e la 5 R ancora più importante: Responsabilità, abbiamo bisogno di responsabilità individuale, delle comunità, industriale e politica.

Anche il piano regionale attuale evidenzia quanto sia importante prima di tutto Ridurre e Riciclare.. ma alla fine della fiera gli unici interventi vengono fatti nella direzione della distruzione di massa.

Il compostaggio è fondamentale nel ciclo dei rifiuti lo dimostra la città di S.Francisco la più virtuosa che ha fatto una scelta di qualità inserendo un grande impianto di compostaggio AEROBICO nel mezzo della campagna in modo che gli agricoltori locali lo utilizzino come fertilizzante per i loro terreni.

L’incentivazione che deve essere data è ai cittadini, per premiarli di azioni virtuose ed abituarli all’utilizzo del compost e della compostiera.
A Zurigo si è incoraggiato il compost comunitario, gruppi di abitazioni seguono questo sistema semplice di compostaggio, non ingombra e può essere situato in parchi cittadini, vi sono più di 1000 compostiere collettive che trattano la metà dei rifiuti organici domestici.

E’ questione di scelte,
è questione di responsabilità,
è questione di scegliere cosa vogliamo lasciare ai nostri figli.

Concludo con una proposta, qui vi sono delle copie di un progetto che, uno di quelli che non sono mai usciti di casa, ha sviluppato e regalato al proprio comune e lo regala a qualsiasi comune lo voglia.

Si basa sull’impiego di compostiere individuali e comunitarie, dislocate in più punti di raccolta che servono il territorio. Il compost viene prodotto con un principio totalmente naturale, questo è vero compost di qualità, non vi sono emissioni, costa poco ed è a km zero.

Non abbiamo fatto in tempo a dimensionarlo al nostro territorio, questo è quello fatto per Olevano Romano, molto più piccolo di velletri ma il progetto è scalabile, invito i consiglieri il sindaco l’assessore a leggerlo attentamente per ascoltare anche la campana dell’alternativa sostenibile.

Ed invito poi a fare le vostre osservazioni.

Voglio proporre a questo consiglio un consiglio comunale aperto o chiamiamolo assemblea pubblica, alla quale possano intervenire i cittadini in modo che si possa realizzare un confronto tra politica cittadini e tecnici e decidere davvero in modo partecipato.

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