Il Compostaggio

ammendantedi Giancarlo Ceci

Il compostaggio è un tema antico e attuale allo stesso tempo. Rimanda a una ottimizzazione della raccolta differenziata che porti alla sottrazione della parte organica dai rifiuti solidi urbani, rimuovendo dagli stessi la frazione più nociva da un punto di vista ambientale e sanitario.

Più in generale, affrontare e risolvere il problema aiuta a ridare a questa materia uno status di risorsa, immettendola nuovamente nel ciclo produttivo. Un’azione, questa, con la quale si può anche supplire alla carenza di sostanza organica che tende a determinare l’impoverimento produttivo e il lento declino qualitativo dei suoli. Si possono compostare due contrapposte tipologie di sostanze organiche: quelle “fresche”, ovvero senza pretrattamenti o, in alternativa, quelle già predigerite mediante anaerobiosi allo scopo di produrre biogas.

Il compostaggio consiste in una fermentazione aerobica (esotermica) di matrici organiche, svolta da microrganismi, la quale produce un materiale che dovrebbe essere ricco di sostanze nutritive per i vegetali. La miscela di scarti compostabili dovrebbe essere costituita da materiali organici separati alla fonte, tuttavia non basta selezionare a monte una buona sostanza organica, quella adatta a produrre compost di qualità se poi la stessa sostanza organica la si svilisce in un pretrattamento anaerobico come negli impianti proposti un po’ ovunque, compreso Velletri.

Laddove la materia prima è organico da TMB (FOS) o altro materiale di pessima qualità, è assolutamente folle ipotizzare che possa essere “compostato” dopo la digestione anaerobica e destinato ad usi ammendanti.
Dal processo di digestione anaerobica degli impianti, dopo un’attività di stabilizzazione e maturazione, si estrae un digestato tal quale e frazione solida (a secondo della tipologia di produzione).
A seguito del processo di compostaggio si ottiene un ammendante compostato, destinabile, a detta dei sostenitori degli impianti Anaerobici, al mercato dell’agricoltura biologica e biodinamica.
Il prodotto in uscita dalla sezione di stoccaggio e maturazione della frazione solida del digestato sarebbe conforme alle attuali tabelle previste per questa tipologia di materiale e di conseguenza potrebbe essere venduto sul mercato come “prodotto di alta qualità”.

Tra i materiali che sono utilizzati per il compostaggio si evidenziano:
– il materiale organico da raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani (costituisce dal 50% al 70% del peso totale dei rifiuti solidi urbani ed è denominata FORSU);

– i fanghi che risultano dalla depurazione delle acque reflue civili o dagli impianti agro-industriali;

– materiale organico (es. vegetale) proveniente da attività produttive, agricole e dalla manutenzione del verde pubblico

Esistono due principali categorie di impianti di compostaggio:

– quelli utilizzati per il compostaggio di frazioni organiche cosi dette “di qualità” ottenute da biomasse separate a monte tramite raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani (RSU), o rifiuti originati da specifiche attività produttive.Questa è la tipologia dell’ impianto di trattamento rifiuti con produzione di biogas proposto a Velletri dalla Volsca Ambiente spa.

– quelli utilizzati per il trattamento biologico di rifiuti indifferenziati con contenuto variabile di sostanze organiche, o frazioni organiche non di qualità o derivanti dal trattamento meccanico di rifiuti indifferenziati (vagliatura) o di frazioni organiche selezionate ma con carico di elementi pericolosi relativamente elevato (es.: i fanghi di depurazione civile o i RSU). Questo trattamento è consigliato per la stabilizzazione pre-discarica. Il prodotto (il FOS, frazione organica stabilizzata da RSU indifferenziato) ottenuto con questo processo non dovrebbe essere utilizzato per scopi agricoli.

Il FOS viene prodotto dagli impianti T.M.B. (Trattamento Meccanico Biologico), tipo quelli esistenti e in progetto a Paliano e.

Una sentenza del Consiglio di Stato (n°5566 del 31 ottobre 2012) ha stabilito che il FOS è un rifiuto speciale. L’esame compositivo dei FOS indica una forte presenza di materiali inerti, di materiali differenti da quelli organici, tra cui frammenti plastici, metallici, vitrei etc. La sua composizione chimica evidenzia presenze significative di metalli pesanti e valori di conducibilità elettrica, parametro correlato ai contenuti salini, mediamente molto ma molto superiori a quelli di un qualsiasi compost di qualità.

Come appena evidenziato, vi sono differenti tipi di processi di compostaggio e di utilizzo del compost, in grado di originare diversi possibili impatti per la salute e per l’ambiente. Infatti, ad esempio, tra le matrici autorizzate per i processi di compostaggio, ve ne sono alcune che risultano particolarmente pericolose, quali: fanghi di depurazione, materiale proveniente dall’industria della carta, dalla macellazione, rifiuti solidi urbani indifferenziati (vengono selezionati successivamente con le conseguenti contaminazioni non facilmente estraibili).
Quindi, riguardo alle attività di compostaggio, la valutazione dei rischi per la salute non può essere unica, in quanto, il processo è attuato in condizioni differenti e da materie prime diverse.

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