DENTRO LA COMMISSIONE AMBIENTE – ALBO COMPOSTATORI

IMG_20150526_111542A volte combattere per una giusta idea o causa può sembrare frustrante, soprattutto quando ci si trova a contrasto con un muro di gomma fatto da persone che hanno un pensiero comune o comunemente imposto.

Ma vuoi per la naturale evoluzione degli eventi, vuoi perché alla fine le idee in cui si crede fermamente si dimostrano effettivamente le più ovvie (per non dire le migliori), ci si trova ad essere parte di quel cambiamento in cui si crede, anche se la controparte non darà mai ragione.

Eraclito diceva: “non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare”. Oggi, per il futuro dei nostri figli, questa esigenza è diventata un dovere!

In un consiglio comunale dello scorso anno, in cui si discuteva il regolamento TARI del 2014, il movimento 5 stelle propose un emendamento che chiedeva una riduzione del 10% a chi avesse praticato il compostaggio. Tale emendamento era stato motivato per incentivare la popolazione a non conferire l’umido che è il 30% del peso totale del rifiuto indifferenziato, il cui smaltimento costa alla comunità circa 110€ a tonnellata.

Tale emendamento fu, ovviamente, rifiutato dalla maggioranza con la motivazione che, non avendo completato la raccolta differenziata sul territorio, non avremmo potuto “quantificare” il risparmio e di conseguenza la validità dello sconto.

Nel frattempo però l’amministrazione stava portando avanti un progetto di una centrale a biogas da trattamento rifiuti, che dei rifiuti ha bisogno per avere senso. Progetto ad oggi bruscamente frenato dalla Regione Lazio, con una serie di richieste di integrazione alla Valutazione di Impatto Ambientale.

Proprio in un consiglio comunale riguardante questi impianti di gestione rifiuti, il consigliere del movimento 5 stelle di Velletri, propose di riprogettare il trattamento dell’umido chiedendo di mirare alla sua riduzione, ne modo più semplice ed economico, ovvero non ritirandolo in campagna, e smaltendo quello del centro urbano con piccoli impianti di compostaggio comunitario.

Tale soluzione per il movimento 5 stelle, consentirebbe di ridurre i costi di servizio e di conferimento di circa 3 milioni l’anno rispetto quelli attuali.

San Francesco disse “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”, ma il frate di Assisi era un uomo illuminato, mentre anche in questo caso, la reazione dei consiglieri di maggioranza e di parte dell’opposizione è stata quasi di scherno, di impossibilità.

Purtroppo nel mondo moderno e soprattutto in Italia, le evoluzioni sembrano accadere solo se qualcuno può trasformarle in business. Accade così che “qualcuno” abbia avuto la “geniale idea” di monetizzare quella che era una ottima soluzione per il risparmio dei cittadini e si propone per risolvere il problema della gestione dell’umido, attraverso un consorzio munito di compostiere di comunità. (più o meno lo stesso progetto proposto in consiglio comunale).

A questo punto l’amministrazione si rende evidentemente conto di essere indietro con i tempi e parte in quarta con il regolamento sull’albo dei compostatori per dare uno sconto, bilanciato dal mancato conferimento, ai cittadini virtuosi che autocompostano il proprio umido.
Motiva il regolamento con il fatto che sia necessario “incentivare” il comportamento virtuoso, nonostante non si sia ancora terminata la raccolta differenziata sul territorio.. (come cambiano le idee a distanza di un anno!!)

Nella commissione dedicata, il consigliere del Movimento 5 Stelle, concordando sul regolamento propone di avviare una strategia che vada verso il compostaggio obbligatorio nelle zone di campagna, attribuendolo come unica concreta forma di risparmio sostanziale, che consentirebbe di migliorare i servizi sul resto del territorio.

Accade un fatto strano, anche in questo caso un farfuglio come se avesse detto castronerie, poi una serie di interventi a catena da parte del presidente del consiglio, di un consigliere di maggioranza e dell’assessore tutti nella stessa direzione.

Al che il consigliere Cerini esordisce con un “Attenzione che così significa dare ragione a 5 stelle!!!”.

In effetti questi sembra essere rimasto l’unico a contrapporsi alla riduzione dell’umido, forse perché ha più volte promesso di portare un personale studio di fattibilità di un impianto a biometano, ed una riduzione del rifiuto, priverebbe l’impianto industriale del suo alimento principale, oltreché della sua motivazione di esistere.

Loro non si arrenderanno mai.. noi neppure.. gli conviene??

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