Commissione Trattamento Rifiuti

sogliano2Con il Consiglio Comunale del 17 dicembre è terminato l’operato della commissione trattamento rifiuti.

Dopo lunghe trattative si è arrivati a strappare un ordine del giorno che in qualche modo azzera le decisioni sull’impianto biogas della Volsca, anche se l’iter formale non è ancora completato.

Il consiglio comunale prende atto e fa sua la relazione della Commissione che individua come migliore soluzione per la gestione dei rifiuti Veliterni la riduzione attraverso l’autocompostaggio in campagna, e compostiere di comunità dimensionate per il fabbisogno cittadino.

Questa soluzione a regime, consentirebbe di ridurre la spesa pubblica di circa 2 milioni di euro l’anno. Milioni che potrebbero essere investiti in green economy (posti di lavoro), efficenza e risparmio per i cittadini.

Una vittoria dunque?

Non possiamo cantare vittoria ancora, nell’aula aleggiano ancora fortemente le parole “impianto”, “biometano”, “necessario”.. qualcuno scomoda ancora “bioparco” e “cava da riempire”.
Entro febbraio si ripartirà, e si prevedono nuovi confronti “caldi” sul cosa come e dove fare.

La realtà dei fatti è che quell’impianto non si sarebbe più fatto comunque, gli incentivi si sono spostati sul biometano e certamente vi sarà una azione di convincimento di massa che “BioMetano” è bello, come ha già infatti iniziato l’ANCI inviando una relazione che elogia tali impianti.

Per convincerci ci ricordano che intorno vi sono molti progetti in fase di valutazione, vicino a noi in particolare c’è Anzio e Giulianello, ma anche lì vi sono centinaia di cittadini ed amministrazioni in lotta, e sono progetti privati, non di amministrazioni pubbliche le quali non devono certo mettersi in competizione economica ma esclusivamente tutelare la città nella sua integrità territoriale, ambientale ed economica.sogliano1

Velletri deve tornare ad essere ricordata per la qualità delle uve e dei vini, per il paesaggio e l’aria buona, non certo perchè raccoglie il rifiuto organico dei Castelli Romani.
Gli unici privati che devono venire ad investire nel nostro paese sono quelli che le apprezzano e che vogliono valorizzare queste caratteristiche.

A titolo di promemoria seguono i verbali degli interventi del nostro portavoce Trenta Paolo nei consigli comunali del 16 settembre 2014 sulla ecoparco e del 15 gennaio 2015 quando si è decisa la commissione.

 


 

16 SETTEMBRE 2014

Screenshot - 17_09_2014 , 10_07CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. Immagino che sappiate già che la mia posizione in rappresentanza del Movimento 5 Stelle di questa città sia leggermente discostante da quella di molti di voi qui presenti, eviterò quindi di ripetere dettagli che sono stati ben rappresentati da chi mi ha preceduto. Quando abbiamo appreso la notizia dell’Ecoparco eravamo intenti, con i comitati cittadini, proprio a organizzare un’opposizione da fare alla centrale a biogas della Volsca Ambiente perché si chiama così e non si chiama impianto di compostaggio. Questo mostro ambientale ci è piombato addosso come un fulmine a ciel sereno e quello che è incredibile è quello che è scritto qui che, come da qualche anno accade in politica, avviene tutto all’insaputa di qualcuno. È possibile che un progetto del genere sia presentato all’insaputa dell’Amministrazione? È possibile che un progetto del genere sul terreno di uno dei più noti imprenditori veliterni, conoscenza del Sindaco e parente di un Consigliere regionale e ben noto a questo Consiglio comunale, anche in questo caso a sua insaputa…

(Voce indistinta dall’Aula)

CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. Certo, non era un’insinuazione ma era una precisazione.

PRESIENTE OGNIBENE. Consigliere Trenta, io credo che le insinuazioni siano da respingere in questo Consiglio.

CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. Non era un’insinuazione, era una precisazione come è scritto sui giornali…

PRESIDENTE OGNIBENE. Anche sul Consigliere regionale credo che non è che se ho un fratello che ruba, allora rubo anch’io insomma: questo per…

CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. No! Nessuno ha detto che qui c’è stato un crimine, Presidente!

PRESIDENTE OGNIBENE. No, io invece estremizzo e parlo di crimine: lo faccio io personalmente, non lo fa lei, però credo che i gradi di parentela interessino a pochi qui dentro. Grazie, Consigliere.

(Sovrapposizione incomprensibile di parole fra ill Consigliere Trenta Paolo e il Presidente Ognibene)

PRESIDENTE OGNIBENE. Consigliere Trenta, le dico che dentro quest’aula quello che interessa è la discussione politica…

CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. Ci arrivo!

PRESIDENTE OGNIBENE. E allora arrivi alla discussione politica invece di parlare di gradi di parentela e di amicizia, grazie!

CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. Ripeto: è possibile che un perito minerario si metta d’accordo con un socio che – guarda caso – è proprietario di cave e presenti un progetto del genere senza nessuna complicità politica? O sono dei folli temerari, o hanno coperture molto in alto: questo è il dubbio, non era alcuna insinuazione nei confronti del Sindaco o del Consigliere regionale, semplicemente una constatazione che c’è veramente qualcosa che è troppo strana perché è difficile da credere ed è difficilmente credibile, certo è che questa cosa ha fatto sì che tutte le forze politiche si siano messe in moto per dare un “no” compatto e forte a questo impianto, e noi siamo tra quelli. Questa Amministrazione e il PD veliterno hanno fatto di più, ed è comprensibile: avete approfittato di questo “no” per dire “no alla discarica, sì al nostro impianto di compostaggio” come da vostro volantino, “sì alla differenziata”. D’altra parte lei, Presidente, in Commissione ha fatto mettere a verbale la sua dichiarazione che era una dichiarazione forte e sulla quale ho riflettuto. Dice: “Il nostro «no» al polo dei rifiuti sia netto in virtù del fatto che c’è un iter sulla realizzazione di un impianto che tratta un prodotto di qualità che è la frazione organica della raccolta differenziata, e aggiunge che chi pensa che si possa fare una raccolta senza impianti non conosce proprio il sistema dei rifiuti, è fuori dal mondo e probabilmente non è mai uscito da casa oppure non conosce il sistema.” Dice poi: “Aggiungo che è fondamentale avere una certificazione di qualità di quel territorio proprio per scongiurare in quegli impianti una discarica che in quella zona evoca ricordi drammatici”

PRESIDENTE OGNIBENE. Conosco bene quella dichiarazione: è quello che penso, quindi la ringrazio perché mi da modo anche di esprimere il mio…

CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. La conosce a riprova che vi dimenate sulla politica di riduzione dei rifiuti che è sì fondamentale ma è altrettanto fondamentale puntare sull’impiantistica di qualità. Il nostro “no” netto al polo impiantistico è chiaro e vorrei però ampliare l’argomento a una cosa che non viene trattata. Per la nostra visione di gestione dei rifiuti quei due impianti sono quasi sullo stesso piano: essi incidono entrambi sullo stesso territorio a vocazione agricola e di qualità in una porzione del PTPPR che è definita come Paesaggio agrario di Rilevante valore e la disciplina regionale prevede che non siano consentite nuove realizzazioni per servizi pubblici generali che non siano compatibili nuove realizzazioni per strutture produttive industriali, che non siano compatibili nuove realizzazioni per discariche. Non sono un tecnico competente del settore ma, signori Consiglieri, quelli che non vogliono gli impianti perché non sono mai usciti di casa di solito sono professori, sono professionisti, tecnici, chimici che con la loro modesta conoscenza evidenziano perplessità importantissime sulla qualità di questi impianti: per esempio qualcuna di queste persone che non esce di casa afferma che il compost derivante da un processo anaerobico ha molte, moltissime possibilità di contenere spore di batteri pericolosi che possono indurre botulino o tetano: questo perché la digestione della biomassa in assenza di aria impone temperature medio-alte che effettuano una selezione batterica a favore dei gruppi termofili. Questi sono cittadini che mettono a disposizione le loro conoscenze e i loro studi di una vita in modo del tutto gratuito, spinti dall’unico motivo dell’amore che hanno per il loro territorio e a queste persone va dato il massimo rispetto e considerazione. L’Amministrazione sta puntando il suo cannone sulla discarica e fa benissimo; a tal proposito approfitto per chiedere all’Assessore lumi sullo stato di conservazione della discarica comunale perché sembra che sia abbastanza in stato di abbandono oltre essere chiusa, ma si notano liquidi fuoriuscire dal terreno, quindi chiedo un dettaglio sul suo stato. L’Amministrazione punta il cannone sulla discarica perché non può puntarlo sull’impianto anaerobico presente anche nel polo impiantistico; state basando le osservazioni sulla procedura utilizzata dall’Ecoparco perché non potete controbatterla dal punto di vista territoriale perché l’impianto Volsca nei confronti del territorio impatta nella stessa identica maniera. Che sia impattante lo dimostra il fatto che quell’impianto della Volsca sia andato a Valutazione di Impatto Ambientale con una Determinazione della Regione Lazio che fa notare che, per esempio, i capannoni non risultano coerenti con il contesto territoriale di insediamento agricolo, che vi saranno punti di emissione in atmosfera in un contesto libero da inquinanti (quindi andiamo a inquinare dove non lo è) e che non sono dimostrate le ripercussioni sull’ambiente perché l’allaccio elettrico non è dettagliato: insomma va detto che quell’impianto in quella zona non c’entra nulla e vi sono una serie di altre implicazioni collaterali.

SINDACO SERVADIO. (Parole incomprensibili pronunciate a microfono spento)

CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. Benissimo. Comunque la pronuncia di VIA è pubblica, ce l’ha anche lei. Tutto questo con l’ambiente c’entra poco perché questi impianti sono i nuovi business creati da uno stato di emergenza e servono a sfruttare gli incentivi sulle energie rinnovabili. Dovete dire un’altra cosa ai cittadini: che prima pagano la Ta.Ri. per la raccolta dei rifiuti e poi nella bolletta dell’energia elettrica ne pagano lo smaltimento. Questi sono impianti costosi che necessitano di privati per la loro realizzazione, privati che hanno solo – e giustamente – l’utile economico come scopo e grazie ai quali perderemo il controllo analogo sulla società partecipata. Il Presidente in Commissione ha detto una cosa vera: abbiamo bisogno di impianti di gestione, e quelle sulla riduzione del rifiuto non sono menate. Conoscete la strategia “rifiuti zero”? Conoscente Paul Connett? Vi invito a leggere qualche libro del prof. Paul Connett, un professore di chimica e tossicologia statunitense che ventisei anni fa ha iniziato a pensare a un differente modo di vedere la gestione dei rifiuti e dice una cosa semplice: “Non possiamo più sostenere una società usa e getta in un pianeta finito. Il nostro obiettivo non è trovare sempre più sofisticati modi di distruggere le risorse ma smettere di produrre prodotti e imballaggi che devono essere distrutti.” La strategia “rifiuti zero” (riduci, riusa e ricicla) aggiunge altre due “erre”: la quarta che è “riprogetta” e la quinta che è ancora più importante, “responsabilità”: abbiamo bisogno di responsabilità individuale, delle comunità, industriale e politica, e anche il piano regionale attuale evidenzia quanto sia importante prima di tutto ridurre e riciclare ma alla fine della fiera gli unici interventi sono sulla distruzione di massa. Il compostaggio è fondamentale nel ciclo dei rifiuti, lo dimostra anche la città di San Francisco che è la più virtuosa avendo fatto una scelta di qualità inserendo un grande impianto di compostaggio aerobico nel mezzo della campagna in modo che gli agricoltori locali lo utilizzino come fertilizzante per i loro terreni; la differenza è nella parola, aerobico o anaerobico. L’ incentivazione che deve essere data però è ai cittadini che devono essere premiati di azioni virtuose e devono essere abituati all’utilizzo di compost e delle compostiere. A Zurigo si è incoraggiato il compost comunitario dove gruppi di abitazioni seguono questo sistema di semplice compostaggio: non ingombra e può essere situato in parchi cittadini. È una questione di scelte e di responsabilità e di che cosa vogliamo lasciare ai nostri figli. Concludo con una proposta. Ho fatto alcune copie di un progetto che è uno di quelli che non sono mai usciti di casa sviluppato e regalato al proprio Comune e lo regala a qualsiasi Comune lo voglia adottare; si basa sull’impiego di compostiere individuali e comunitarie dislocate in più punti di raccolta che servono ai territori; il compost viene prodotto con un principio totalmente naturale, e questo è vero compost di qualità, non vi sono emissioni, costa poco e a chilometri zero. Non abbiamo fatto in tempo a dimensionarlo al nostro territorio. Questo è quello fatto per Olevano Romano, molto più piccola di Velletri, ma il progetto è scalabile. Invito quindi i Consiglieri a leggerlo, a studiarlo e a fare le proprie osservazioni in merito. Concludo chiedendo e proponendo a questo Consiglio (a questo punto è una richiesta che viene anche dai comitati) di istituire un Consiglio comunale aperto (chiamiamolo assemblea pubblica) al quale possano intervenire i cittadini in modo ordinato per realizzare un vero confronto partecipato e decidere in modo partecipato che cosa vuole questo territorio.

SINDACO SERVADIO. (Parole incomprensibili pronunciate a microfono spento). Agli agricoltori diamo a titolo gratuito il compost, quindi se ci sono questi “fenomeni” che parlano bene e si truccano meglio, me li presenti!

CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. Sul discorso del prezzo sono d’accordo: possiamo ridurre domani del 50% il conferimento. L’ho detto decine di volte e lo ripeto: il nostro territorio è al 60% campagna, basterebbe non ritirare in campagna l’umido e avremmo risolto il 50% del costo. Compostiere aerobiche comunitarie su quattro isole ecologiche: abbiamo risolto il problema con due milioni di euro invece che venti.

CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. Voglio ringraziare i colleghi Consiglieri per avermi dato l’opportunità, modificando il deliberato, di votare a favore questo ordine del giorno: sarebbe stato infatti difficile per me astenermi non essendo d’accordo sull’impianto della Volsca Ambiente e quindi felicemente diamo voto favorevole. Una nota la do: se volete vedere le farfalle lì, forse ci dovremmo piantare i fiorellini: sarebbe la cosa migliore! Voglio chiudere con un piccolo aneddoto. Ero uno di quelli che inizialmente aveva la vostra stessa idea e la vostra stessa certezza ma la ricerca del dialogo e le motivazioni dei “no” mi hanno convinto del contrario e sapete come ho fatto? Alla fine ho contattato un professore universitario di Milano al quale ho chiesto: “Ma se io riesco a controllare tutto quello che entra in un impianto posso essere certo della qualità di quello che esce?” Mi ha risposto: “Se riesce a controllare quello che entra, sprechi una ricchezza incredibile”: ecco perché dobbiamo essere a favore di un compostaggio serio e aerobico: per non sprecare le nostre risorse.


 15 GENNAIO 2015

paolo_consiglioCONSIGLIERE TRENTA PAOLO. Ringrazio i Consiglieri per i validi interventi che ho ascoltato fino adesso, il mio sarà leggermente diverso anche per non ripetere quanto già detto durante il Consiglio sull’Ecoparco. Quando ho letto la proposta deliberativa sono rimasto un po’ a pensarci su: dopo mesi di incontri con comitati, dopo osservazioni chiediamo una Commissione per valutare la fattibilità, ma a noi questo sembra invece tutto molto chiaro. Per noi questo impianto non si deve fare ma non perché lo dice il Movimento 5 Stelle che dice di no a tutto secondo alcuni o perché lo dice il comitato dei cittadini, ma perché dobbiamo esserne convinti tutti. Per questo oggi non voglio essere polemico ma voglio provare a stimolare qualche pensiero positivo cercando di guidare il ragionamento con esempi affinché possiate guardare da altri punti di vista quello che normalmente sembra essere diverso. Dobbiamo partire da una certezza: un impianto di questo tipo è inquinante per molteplici motivi. Qua dentro dobbiamo prendere decisioni che richiedono ratio, moralità e coraggio, oppure possiamo essere semplicemente cinici e dire che possiamo solo eseguire quello che ci consente la legge, ma la legge non sempre tutela noi cittadini, soprattutto quando va a intaccare interessi lobbistici. Non molto tempo fa parlammo di campi elettromagnetici e laddove la norma ci rassicura con un livello di ricezione di 6 voltmetro, la scienza invece ci ritiene al sicuro con 0,6 voltmetro. La legge è quella che ci ha consentito di bere acqua con tassi di arsenico in deroga ai livelli di sicurezza, e questo è il colmo dei paradossi: non è la legge che decide se qualcosa ci fa male o no, ma è la natura stessa delle cose; la legge dovrebbe tutelarci imponendo i limiti della scienza senza possibilità di deroga. Ora poniamo l’attenzione sull’impianto Volsca Ambiente in zona Lazzaria. A Velletri (ma purtroppo non solo a Velletri) c’è la cattiva abitudine di sentirsi giustificati nell’insozzare luoghi che sono già degradati: così, se in uno slargo qualcuno butta un sacchetto di spazzatura e nessuno lo toglie, possiamo essere certi che nell’arco di qualche giorno ne troveremo altri due o tre e poi via, in un crescendo esponenziale fino a fare diventare quel luogo una discarica abusiva; è come se deturpare un luogo già degradato ci giustifichi. Questa è la follia, e Lazzaria ne è l’esempio in grande di questo nostro malcostume. A mio parere il primo sacchette di spazzatura a Lazzaria è stata la costruzione del carcere: tanto cemento negli anni Ottanta in piena campagna, ma il carcere è una struttura necessaria. Il secondo sacchetto è stata la discarica comunale, in realtà di discariche non autorizzate nei dintorni di quella zona se ne contano a memoria ben cinque e spero che quelle discariche non autorizzate siano finite nelle osservazioni al progetto e spero che qualcuno pensi di bonificarle. Qualcuno, visto quel degrado, ha pensato bene di sostituire un campo di ulivi e farci una cava di pozzolana (siamo sempre intorno a quella zona), nel frattempo è arrivato il business del biogas, solo che vince nel tempo l’azienda privata di Aprilia dietro il carcere che costruisce una centrale a biomasse da un megawatt e la Volsca invece rimane impigliata nella lentezza e nei pasticci della politica. Ora, dulcis in fundo, più che un sacchetto c’è un intero set da cucina: si propone il progetto del polo impiantistico con una discarica di 2 milioni di metri cubi nella stessa cava che nel frattempo era già stata usata per appoggiare temporaneamente qualche rifiuto. Ora, questo vi dovrebbe dare una visione leggermente diversa della cosa perché in quel campo dove dovrebbero volarci le farfalle ci sono già motivi per cui le farfalle non ci vogliono andare più, e noi come amministrazione pubblica che rappresentiamo e tuteliamo tutti i cittadini di questa città non possiamo vedere le cose a singoli compartimenti stagni perché questo lo fa il privato perché per lui è un’attività che gli porta profitto e non si preoccupa di guardarsi intorno, ma noi non possiamo farlo. Altra riflessione. L’impianto inquina ma nei limiti, anzi è al limite; normalmente questi impianti sforano i limiti ma noi facciamo conto che siamo nei limiti. Lo metto a fianco di un altro impianto uguale che sta inquinando nei limiti allo stesso modo. Allora secondo voi stiamo inquinando nei limiti o abbiamo raddoppiato la quantità di inquinamento nello stesso punto? Ciascuno è nei limiti, ma se sono due abbiamo raddoppiato la quantità di inquinamento. Con questo esempio avreste dovuto convincervi perché ambientalmente un impianto di quel tipo lì non è assolutamente compatibile; abbiamo già cinque discariche da bonificare, una cava da riempire possibilmente senza rifiuti e non credo che sia il caso di peggiorare ulteriormente la situazione. Altra riflessione da fare è quanto conviene? Dico questo perché dobbiamo partire dal presupposto che questo impianto costa tanti soldi e tanta energia, non vi lasciate convincere da chi dice che sono energeticamente attivi perché non è così: consumano la maggior parte di energia che producono per tenere in funzione le loro sicurezze antinquinamento. Ringrazio l’opportunità che mi ha dato l’Amministrazione e la Volsca di visitare dall’interno un impianto simile a quello che si vuole costruire: tecnicamente è bellissimo ma non è sostenibile. Raccontavano che avevano vinto una gara (e hanno la sede a Cesena) con il Comune di Roma e quindi immaginate che sostenibilità economica ambientale, fatta da camion pieni di materiale organico che si fanno dieci ore tra andata e ritorno tutti i giorni per conferire, immaginate un grande capannone costantemente in depressione con enormi ventole che aspirano l’aria, la mandano in grandissimi biofiltri, viene separata l’ammoniaca che viene mandata a smaltimento insieme al percolato in eccedenza, controlli su temperature, pressioni del gas, filtri sulle emissioni in aria, misurazioni dei prodotti costanti: insomma, il compost risultante non ha mercato, quello che incassano per lo smaltimento lo consumano nei costi, ma conviene perché ci sono gli incentivi statali, e paghiamo noi cittadini nella bolletta energetica, con la conseguenza che paghiamo due volte: paghiamo il conferimento con la Ta.Ri. e paghiamo ulteriore smaltimento con la bolletta dell’Enel. Perché lo dobbiamo fare a ogni costo? Per risparmiare il costo del conferimento e ridurre il costo della Ta.Ri. ai cittadini? Anche questa è un’illusione perché se oggi conferiamo a 110-129 € a tonnellata e pensiamo di conferire in futuro a 60, stiamo parlando di sei-settecentomila euro annui, quindi spendiamo venti milioni di euro per risparmiarne poco più di mezzo all’anno, e per fare questo viene richiesto il supporto di un privato. Ma avere fatto progettare l’impianto a due tecnici legati a Cerroni non vi fa pensare che questa operazione sia un po’ pericolosa? Personalmente me ne terrei fuori. Ma se è così perché continuate a dire che sarà a gestione pubblica? Facciamo l’esempio di una società pubblica. Secondo voi l’Acea è pubblica o privata? E quale potere abbiamo noi sull’Acea, una società comunque privata? Ci sono molti impianti in progetto nella provincia e nel Lazio per cui il prezzo di abbasserà da sé e non ci sarà mercato perché non vi sarà prodotto che dovrà o essere importato (tanto Renzi ha deciso che i rifiuti possono essere tranquillamente spostati per tutta la penisola) o si dovranno integrare altre tipologie di rifiuto. Nel nostro territorio dobbiamo diventare virtuosi, ma sul serio partendo dall’inizio e non dalla fine. Nessuno qua ha parlato di un progetto di gestione di rifiuti vero che inizi dalla riduzione. Allora riguardo il rifiuto organico è semplicissimo: compostiere “a go go” su qualunque terreno privato o comunale, educazione ai cittadini e promozione; non ci servono impianti per ridurre il costo del 50%, basta ridurre il rifiuto alla sorgente. Quindi proponiamo l’abbandono totale immediato di qualunque progetto di impianto industriale di trattamento rifiuti e se vogliamo istituire una Commissione, possiamo farlo ma deve avere lo scopo di preparare un piano di riduzione rifiuti comunale che guidi l’Ente e tutti i cittadini in una correttissima gestione dei rifiuti dove vanno effettuate dapprima le iniziative di riduzione rifiuti e riuso prima di ogni iniziativa di smaltimento. Se vogliamo fare un impianto industriale, costruiamo un impianto per il lavaggio del vetro che alle numerose cantine presenti sul territorio potrebbe risultare molto utile.

CONSIGLIERE TRENTA PAOLO. Non posso che ripetere le parole introduttive del mio intervento precedente. Ero rimasto perplesso dal deliberato iniziale e non posso concordare completamente con quello finale. Sono felice che si interrompa l’iter amministrativo per l’impianto ma non posso che ritenere inutile una commissione che non fa altro che rallentare una decisione che spetta alla maggioranza con la conseguenza che anche all’interno della commissione sarà sempre la maggioranza a fare valere i suoi numeri. È passato talmente tanto tempo che chi voleva togliersi dei dubbi avrebbe potuto farlo; ne abbiamo parlato qui e in altre occasioni, per cui forse si vuole demandare a qualcun altro la decisione definitiva non prendendosi la responsabilità anche se ho sentito parlare di assumersi responsabilità nel governare: forse tale assunzione l’avreste potuta fare oggi. La VIA avrebbe potuto dare la fattibilità dell’impianto, ma comunque avreste potuto decidere se l’impianto può essere fatto o meno. Per cui ritengo che questa commissione, a cui parteciperò volentieri e alla quale cercherò di apportare costantemente quello che cerco di portare qui, sia un passaggio che serve solo ad allungare un brodo, per cui non voterò a favore.

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